Avevano concepito una figlia per abusarne sessualmente, condannati i genitori e una donna

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Agenpress – Sei anni per violenza sessuale aggravata, produzione e diffusione di materiale pedopornografico della figlia.

Questa la condanna inflitta alla mamma quarantenne di Baschi (Terni) dal gup del tribunale di Firenze, Gianluca Mancuso, che con rito abbreviato ha giudicato colpevole anche il compagno della donna, un artigiano 41enne di Grosseto, a carico del quale è stata emessa una condanna a nove anni. Lei si trova ai domiciliari da un mese, mentre lui è tuttora in carcere. Pena di sei anni anche per l’altra madre, una donna di Reggio Emilia di 37 anni, che deve rispondere di analoghi reati ai danni dei due figlioletti minorenni.

Erano stati arrestati a febbraio nel Grossetano, accusati di aver concepito una figlia solo per poterne abusare sessualmente.

Nell’estate 2019  gli agenti della polizia postale avevano bussato alla porta di un appartamento nel Grossetano, dove avevano sequestrato migliaia di foto e video pedopornografici. Il 41enne era stato allora posto ai domiciliari proprio per detenzione di materiale pedopornografico. Solo successivamente si era scoperto che tra quelle foto c’erano quelle della figlia dell’uomo, concepita dai genitori proprio per avere a disposizione un “giocattolo erotico”.

 Si è poi scoperto che anche un’altra bimba veniva abusata dalla madre, conosciuta dall’uomo in chat: in cambio la donna, di Reggio Emilia, riceveva dalla coppia piccole somme di denaro: anche lei è stata condannata a sei anni di carcere, come la compagna del 41enne. Al momento dell’arresto, a febbraio, l’uomo agli agenti aveva detto “Sono malato, fatemi curare”. Aveva ammesso di avere moltissime immagini pedopornografiche, di aver scambiato quel materiale con altri utenti via WhatsApp e spiegato che, tra le molto foto, quella che ritraeva una bambina mentre giocava nuda in piscina era di sua figlia.

 Dalle indagini emerge un vero e proprio film dell’orrore: da un volume dal titolo “Come praticare l’amore bambino” inviato dall’uomo alla compagna, a video con foto che ritraggono minori di tre anni, a bambole di gomma e riproduzioni di organi sessuali di bambine, agli accordi sull’abbigliamento della piccola per far visita ai nonni, tutto racconta una squallida storia di abusi ai danni di due bambine piccolissime.

A commentare la sentenza del gup di Firenze è stato l’avvocato Giancarlo Ascanio, che difende la 38enne di Baschi: “La decisione mi ha sinceramente colto di sorpresa, tenuto soprattutto conto di quanto emerso durante l’udienza. Posso ipotizzare – in attesa delle motivazioni – che la mia assistita sia stata sostanzialmente condannata sulla base di un solo elemento istruttorio, cioè le conversazioni di messaggistica reperite sul cellulare del coimputato, peraltro oggettivamente incompleto, mancando la trascrizione dei messaggi vocali. La condanna per tutti i capi di imputazione sorprende soprattutto alla luce del fatto che il coimputato, nel corso dell’udienza, ha ribadito la totale estraneità della mia cliente rispetto a due delle tre ipotesi contestate nel capo di imputazione, e in presenza di un conclamato e accertato stato di soggezione emotiva della stessa.

Mi ha sorpreso altresì il mancato accoglimento delle richieste di perizia anche sulla minore, perché avrebbe consentito di accertare la non perpetrazione di atti violenti. Quantomeno è stata però definitivamente smentita l’orrenda ipotesi circolata nell’immediatezza dell’arresto, secondo la quale vi sarebbe stata una procreazione finalizzata alla perpetrazione di abusi e sono state escluse, grazie alla consulenza psicologica della prof Laura Volpini, la sussistenza di tendenze pedofile della mia assistita. Bisognerà adesso attendere le motivazioni per capire le ragioni della condanna e valutare la proposizione dell’appello”.