Codacons risponde a Netflix sulla rimozione del film “365 days”

Chiediamo espressamente a Netflix di tornare sui propri passi e di rimuovere quanto prima il film dal proprio catalogo

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AgenPress. Codacons risponde alle dichiarazioni di Netflix circa la volontà di non rimuovere dal catalogo di film in streaming sulla piattaforma il discusso “365 giorni” diretto da Barbara Bialowas e Tomasz Mandes, di seguito le parole di Netflix: “Crediamo fermamente nell’importanza di dare ai nostri iscritti in tutto il mondo più scelta e controllo circa la loro esperienza di visione su Netflix. I nostri membri possono scegliere cosa vogliono o non vogliono vedere, inserendo filtri di maturità per ciascun profilo e rimuovendo determinati titoli per proteggere sé stessi o gli altri da contenuti che ritengono troppo adulti”.

Quanto affermato da Netflix purtroppo non c’entra il bersaglio delle critiche mosse al film “365 days” mosse dall’Associazione e da numerose persone online, tra cui la cantante Duffy – afferma il Presidente Marco Donzelli – Non si tratta di censura, né di volontà di voler limitare la libertà artistica degli autori, ma non ci si può difendere affermando come basti non vedere il film, inserendo determinati filtri per l’età.

La sola presenza del film nel catalogo disponibile online rappresenta un pericolo. Un grosso pericolo per le migliaia e milioni di ragazzi, di giovani, che guarderanno il film e che saranno spinti dalla volontà di imitazione dei protagonisti, e ciò è anche dimostrato dal fatto che molte giovani donne, di recente, hanno chiesto per scherzo a Michele Morrone (l’attore protagonista del film) di rapirle.

Il film banalizza e ridicolizza la violenza sessuale, il rapimento, la prostituzione e la violenza morale e psicologica, e comporta una visione dello stupro come fantasia erotica assolutamente inaccettabile.

Non può essere consentito banalizzare le milioni di vittime di violenza sessuale e di violenza psicologica in tutto il mondo.

La libertà artistica e di espressione, diritto di tutti, non può non essere limitato, e deve portare a vigilare su contenuti che vadano a ledere i principi costituzionali ed i diritti fondamentali dell’uomo.

Chiediamo espressamente a Netflix di tornare sui propri passi e di rimuovere quanto prima il film dal proprio catalogo, dando un messaggio forte a tutela di tutte le vittime di violenza, banalizzate e umiliate dal film.”