Papa Francesco: “Dio ci chiederà il conto per i migranti che muoiono”

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AgenPress –  “Il Signore ci chiederà conto di tutti i migranti caduti nei viaggi della speranza: sono state vittime della cultura dello scarto.

Lo ha detto Papa Francesco. In particolare  si rivolge al Messico alla vigilia del decimo anniversario di un sequestro e di un massacro ancora avvolti dal mistero. Il 24 agosto del 2010 infatti furono trovati i corpi di 72 migranti a San Fernando, Tamaulipas, nel Messico centrale, a partire dalla segnalazione di un ragazzo ecuadoriano riuscito a scappare. Tra quelli identificati c’erano i corpi di honduregni, salvadoregni, guatemaltechi, ecuadoriani, brasiliani e una persona dell’India. Un livello di violenza efferata, tale da far parlare nel tempo del coinvolgimento del narcotraffico.

“Cercavano una vita migliore”, afferma il Papa esprimendo tutta la sua solidarietà alle famiglie.  “Erano persone di diversi Paesi che cercavano una vita migliore. Esprimo la mia solidarietà alle famiglie delle vittime che ancora oggi invocano giustizia e verità su quanto accaduto. Il Signore ci chiederà conto di tutti i migranti caduti nei viaggi della speranza. Sono stati vittime della cultura dello scarto”.

“Non dimentichiamo le vittime del Coronavirus”, ha continuato il Papa. “Questa mattinata – ha raccontato – ho sentito la testimonianza di una famiglia che ha perso i nonni. Senza poter congedarli. Salutarli. In uno stesso giorno”. “Tanta sofferenza! – ha esclamato il Pontefice -. Tante persone che hanno lasciato la vita, vittime della malattia, e tanti volontari, medici, infermieri, suore, sacerdoti, che anche hanno lasciato la vita”. “Ricordiamo le famiglie che hanno sofferto per questo”.

Papa Francesco ha ricordato al termine dell’Angelus che “ieri si è celebrata la Giornata mondiale in ricordo delle vittime di atti di violenza basati sulla religione e sul credo”. “Preghiamo per questi nostri fratelli e sorelle – ha affermato – e sosteniamo con la preghiera e la solidarietà anche quanti, e sono tanti, ancora oggi vengono perseguitati a motivo della loro fede religiosa”. “Tanti!” ha esclamato il papa.