Vaticano. Il Cardinale Becciu ammette che coop del fratello finanziata con fondi 8xmille

894

AgenPress – Dietro le dimissioni del cardinale Giovanni Angelo Becciu, che non è più prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, secondo  l’Espresso,  c’è anche l’utilizzo dei soldi dell’Obolo di San Pietro.“

L’ inchiesta partita un anno fa dalla compravendita di un palazzo a Londra di proprietà della Segreteria di Stato.

Secondo il settimanale c’era “un vero e proprio metodo che ha contraddistinto la Segreteria di Stato sotto la direzione del cardinale Angelo Becciu”. Cosa che non è piaciuta a papa Francesco. L’allora monsignor Becciu aveva affidato “l’intera cassa vaticana al finanziere Enrico Crasso, ex Credit Suisse”, il quale “ha indirizzato gli investimenti vaticani verso fondi speculativi con sede in paradisi fiscali”. Inoltre, da sostituto della segreteria di stato, Becciu “avrebbe chiesto e ottenuto per ben due volte dalla Conferenza Episcopale Italiane e una volta dall’Obolo di San Pietro un finanziamento a fondo perduto in favore della cooperativa Spes, braccio operativo della Caritas di Ozieri, provincia di Sassari, di cui titolare e rappresentante legale è il fratello Tonino”. “

Ma il Cardinale si difende. In una intervista a ‘Domani’,  non nega che una coop riconducibile al fratello Tonino venga finanziata con fondi Cei provenienti dall’8 per mille grazie a sua esplicita richiesta: “Confermo, anche perché è tutto rendicontato. Che male c’é?”.

Secondo gli investigatori altri 100 mila euro sarebbero arrivati alla cooperativa direttamente dai fondi della Segreteria di Stato: “Errato – risponde Becciu – io da sostituto non ho mai dato i denari alla cooperativa di mio fratello, ma alla Caritas di Ozimo. Ho appena chiamato il vescovo di Sassari che tra l’altro mi ha detto che quei soldi sono ancora in cassa in diocesi”. “Come sostituto – prosegue il cardinale – avevo a disposizione un fondo con cui, senza dover rendere conto a nessuno, potevo aiutare vari enti e associazioni caritatevoli. Perché non dovrei dare una mano anche alle Caritas sarde come quella di Ozieri?”.

C’è anche una srl specializzata in porte e finestre riconducibile a un altro fratello Becciu che avrebbe ottenuto, spiega il quotidiano, commesse rilevanti grazie ai buoni uffici del parente, denaro proveniente dalle nunziature e dunque dalla Segreteria di Stato: “Vero – conferma Becciu – il nunzio in Egitto conosceva mio fratello, e così lui ha fatto lavori per circa 140 mila euro per cambiare gli infissi della sede, ma anche qui francamente non vedo il reato”. Becciu stesso però avrebbe comprato gli infissi del fratello per ammodernare la nunziatura di Cuba, dove era assegnato tra il 2009 e il 2011, scrive ‘Domani’: “Ma scusi non conoscevo nessun altro – dice al quotidiano – era ovvio usassi la ditta di mio fratello. Poi i lavori non li ho nemmeno terminati io, ma il nunzio che mi è succeduto. Che è stato talmente contento del servizio che, quando è stato spedito nella nunziatura egiziana, lo ha richiamato”. Becciu afferma oggi di non aver “rubato un euro. Non so se sono indagato, ma se mi mandano a processo mi difenderò”.