Parigi. Insegnante decapitato al grido “Allah Akbar”. L’assassino posta immagini su Twitter

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AgenPress –  L’uomo che ha decapitato un professore in una banlieue di Parigi perché aveva mostrato le caricature di Maometto in classe ha fatto a tempo a pubblicare le immagini del suo atto su Twitter

Secondo Europe 1, aveva minacciato alcuni agenti di Confians-Sainte-Honorine. Di fronte alla reazione, la polizia ha aperto il fuoco. Gli sminatori sono sul posto per verificare che l’omicida non abbia addosso ordigni esplosivi.

La procura antiterrorismo ha aperto un’inchiesta per “omicidio in relazione a un’azione terrorista” e “associazione criminale a scopo di terrorismo”. Secondo la testata francese, la vittima era un insegnante della scuola presso la quale è stato trovato il cadavere e l’assassino era il padre di un suo allievo. Secondo il quotidiano parigino, la vittima aveva recentemente tenuto una lezione ai suoi studenti sulla libertà di espressione e aveva mostrato le caricature di Maometto, ripubblicate da Charlie Hebdo,  all’origine di tutte le minacce della jihad contro la Francia dai tempi della strage alla redazione nel gennaio 2015. Su Youtube un genitore ha anche pubblicato un video con il racconto di una ragazzina allieva del professore, che racconta la lezione “incriminata”. Secondo le sue parole, l’insegnante ha chiesto agli studenti musulmani se volevano uscire prima di mostrare le caricature di Maometto.

Cosa di cui si sarebbero lamentati alcuni genitori: di qui l’aggressione, su cui indaga la Procura nazionale antiterrorismo, che è stata tuttavia perpetrata da un 18enne e non dal genitore di un suo alunno come era trapelato inizialmente.

La decapitazione è avvenuta intorno alle 17 vicino alla scuola, l’uomo prima di uccidere la sua vittima ha urlato “Allah Akbar”. Poi è riuscito anche a pubblicare su Twitter alcune immagini della sua azione.

L’assassino è un 18enne nato a Mosca, aveva un giubbetto esplosivo e si era diretto verso i poliziotti accorsi sul posto con fare minaccioso. Gli agenti gli hanno intimato di fermarsi, ma lui ha continuato e hanno aperto il fuoco.

La Procura nazionale antiterrorismo ha annunciato l’apertura di un’indagine per “omicidio in relazione con un’azione terroristica” e “associazione a delinquere terrorista criminale”.

Le indagini sono ora affidate alla procura antiterrorismo, la situazione è molto tesa nella capitale francese, che da mezzanotte piomba nella sua prima notte di coprifuoco. Il presidente Emmanuel Macron si è subito precipitato alla cellula di crisi allestita di fronte all’Eliseo, al ministero dell’Interno. Poi accompagnato da diversi altri ministri del governo, si è diretto sul posto. Dall’aeroporto, è in arrivo sul luogo del delitto anche il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, che ha interrotto immediatamente la sua visita di lavoro in Marocco per rientrare a Parigi.