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Aldrovandi: niente rito abbreviato per reati gravi, anche se non puniti con l’ergastolo

Agenpress. Sulla condanna di Sara Del Mastro, la donna alla quale il Tribunale di Busto Arsizio ha inflitto sette anni e dieci mesi di carcere per avere sfregiato con l’acido l’ex ragazzo Giuseppe Morgante, interviene l’avvocato Elisabetta Aldrovandi, Garante per la tutela delle vittime di reato per la regione Lombardia, e Presidente dell’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime:

 

“L’imputata, nonostante l’evidente gravità del delitto, ha potuto beneficiare del rito abbreviato, che comporta lo sconto di pena fino a un terzo per la sola scelta del rito, indipendentemente da un qualsiasi pentimento o effettiva volontà risarcitoria. Senza considerare che in fase di esecuzione, se la condannata si comporterà in modo adeguato, quei sette anni e dieci mesi beneficeranno della riduzione di almeno un terzo, in virtù della cosiddetta legge Gozzini che sconta tre mesi di pena per ogni anno di condanna. Alla fine,” continua Aldrovandi “nel caso in cui la condanna sia impugnata e successivamente confermata, da qui alla sentenza definitiva la Del Mastro potrebbe essere già libera.

 

Chi dice che le vittime preferiscono pene minori ma processi brevi, forse non ha mai conosciuto chi ha subìto l’omicidio di un familiare o uno stupro, perché le vittime sono coloro destinate a una pena certa e senza possibilità di appello: quella dell’ergastolo del dolore. E quindi, se il processo in tribunale dura un anno invece di tre, il loro dolore non diminuirà, mentre potrà essere lenito solo da una condanna giusta, senza sconti a pioggia dati indipendentemente dal pentimento effettivo del colpevole o da una volontà risarcitoria.

 

L’unica alternativa è impedire il rito abbreviato per gli imputati per delitti, come stupri, omicidi non aggravati, lesioni gravissime. Questo rito, dopo una lunga e faticosa battaglia, portata avanti soprattutto dalle vittime, è stato impedito per i reati puniti con l’ergastolo. Ma non basta. Va tolto anche per i delitti puniti con pene minori, ma che lasciano nelle vittime segni fisici e psicologici permanenti. Senza possibilità di sconti, nel loro dolore.”

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