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Alessandra Buonanno: “spero di ispirare le ragazze ad intraprendere la ricerca scientifica”

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AgenPress –  “Sono molto onorata di essere la prima donna a ricevere questo riconoscimento. Sono contenta che questo premio possa mandare un messaggio molto positivo ai giovani in generale e ovviamente alle ragazze che vogliano intraprendere una carriera nella ricerca scientifica. Spero di ispirare molte di loro”.

Così Alessandra Buonanno, direttrice del Max Planck Institute for Gravitational Physics di Potsdam, intervistata da Il Messaggero e La Stampa dopo aver ricevuto la medaglia Dirac, uno dei principali riconoscimenti scientifici internazionali. “Il premio è stato dato per varie ricerche teoriche che hanno reso possibile la rilevazione delle onde gravitazionali con i progetti Ligo e Virgo. Il mio lavoro è cominciato vent’ anni fa, quando ero ancora nel gruppo di lavoro di Thibault Damour, in Francia”. Alla domanda di cosa rivelano le onde gravitazionali risponde “La storia dell’Universo, per esempio, e che cosa è accaduto all’inizio di tutto. Le nostre ricerche, in realtà, sono appena iniziate e continueranno per decenni”.

Dopo la laurea e il dottorato di ricerca in Fisica all’Università di Pisa, la ricercatrice ha lavorato al Cern di Ginevra e poi in Francia, nell’Institut des Hautes Etudes Scientifiques (Ihes). Ha inoltre lavorato nel Laboratorio di Astrofisica e Cosmologia (APC) di Parigi (2001), nell’Università del Maryland (2005) e nel 2014 è stata nominata co-direttrice dell’Istituto Max Planck per la fisica gravitazionale di Potsdam.

Insieme con il fisico Thibault Damour, cui è stato assegnato lo stesso prestigioso premio, la Buonanno ha sviluppato un formalismo per ridurre il problema dei due corpi della relatività generale a un problema di un solo corpo. Nel 2015, l’osservatorio LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory) ha usato le sue ricerche sui modelli di relatività analitica e relatività numerica per osservare per la prima volta le onde gravitazionali prodotte dall’unione di un sistema binario di buchi neri, riuscendo a dedurre così le loro proprietà astrofisiche e cosmologiche.

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