Anche un centinaio di donne combattono a Mariupol. “Sono ucraina, faccio il mio dovere”

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AgenPress – A difendere Mariupol fino alla fine anche un centinaio di donne combattenti. Sono rimaste tra le fila di chi non ha abbandonato la città, sotto l’assedio russo, testimonia la giornalista Tetyana Danylenko.

Tra loro c’era anche il sergente maggiore Olena Kushnir, medico della Guardia nazionale, morta negli ultimi scontri. Olena era riuscita nei giorni scorsi ad evacuare il figlioletto. Nei primi giorni di guerra aveva perso il marito. A marzo aveva fatto un video in cui testimoniava il martirio della città e chiedeva aiuto all’occidente: “Non compatitemi, sono un medico, una combattente, sono ucraina, faccio il mio dovere”.

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“La situazione in Mariupol è molto difficile. Decine di migliaia di persone sono state uccise, non sappiamo esattamente quante. E centinaia di migliaia sono fuggite e non sappiamo cosa sia successo loro”,  ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

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