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Anir Confindustria, un anno di Covid ha rivoluzionato la ristorazione collettiva: cambiare appalti in essere con una nuova legge

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AgenPress. Si è svolto nella cornice della Casa del Cinema di Roma l’evento ‘Italia storie Immense, la ristorazione al servizio della collettività’, occasione  per celebrare il primo anno di attività di Anir Confindustria, l’associazione nazionale imprese di ristorazione collettiva aderenti a Confindustria. Un settore investito da una decisa contrazione di volumi nel corso della pandemia, e che subirà un cambiamento strutturale per via delle mutate condizioni organizzative del lavoro. Hanno partecipato il vicepresidente della Camera Ettore Rosato, l’onorevole Ubaldo Pagano (membro della commissione Bilancio alla Camera), il presidente di ANIR Confindustria Massimiliano Fabbro, l’antropologo del cibo Michele Filippo Fontefrancesco, esponenti del parlamento provenienti da vari schieramenti gli onorevoli Emanuele Prisco (FdI), Raffaele Nevi e Claudia Porchietto (entrambi Fi).

«Oggi – ha detto Massimiliano Fabbro – ci siamo guardati indietro facendo un bilancio del periodo più critico che l’Italia possa

ricordare: Nel 2020, anno di piena pandemia, ha visto praticamente azzerare alcuni appalti pubblici e contratti privati di ristorazione collettiva. Lo smart working degli uffici e la chiusura delle scuole ha inciso sul fatturato delle imprese: sino al 50% nell’aziendale e il sanitario, con punte del 70% per la ristorazione scolastica.

Continueremo a lavorare per il settore, chiedendo misure ad hoc per non rimanere indietro: tra le richieste avanzate dagli operatori c’è, in particolare, la revisione degli appalti in essere come le cui condizioni di esecuzione sono mutate per via della straordinarietà del covid».

Il vicepresidente della Camera Rosato, ha ricordato come la ristorazione collettiva sia in procinto di ottenere un fondo ad hoc per le imprese di settore «si tratta di 100 milioni che, accanto alle misure di sostengo per i lavoratori, sono un segnale importante di attenzione per le aziende. Dobbiamo aiutare gli operatori e i lavoratori a ricollocarsi in un mercato nuovo. Il covid ha aperto alla necessità di rivedere i contratti pubblici. Trasformiamolo in una occasione per ammodernare i rapporti tra pubblica amministrazione e imprese».

La convention si è chiusa con l’applaudito intervento di Pupi Avati, che ha raccontato ai presenti della lavorazione del suo film più ardito, la biografia di Dante, e degli episodi non sempre felici, ma esilaranti se letti con lo sguardo di oggi, della sua carriera cinematografica.

«Questo primo evento – ha detto il segretario generale di ANIR Paolo Valente – vuole essere l’inizio di un percorso di valorizzazione del settore. Siamo molto soddisfatti per l’attività svolta e ci auguriamo che il prossimo anno, magari lontani dal Covid, si possa dare l’avvio ufficiale ad una giornata nazionale della ristorazione collettiva da ripetere periodicamente».

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