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Artena. Dietro l’arresto del sindaco la denuncia di una funzionaria, “i conti non tornavano”

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AgenPress –  Dietro l’arresto di Felicetto Angelini e dell’assessore ai Lavori Pubblici, Domenico Pecorari, c’è la denuncia di Federica Gatta , la funzionaria comunale che, dopo aver superato la selezione come Istruttore Direttivo Contabile e Responsabile del Servizio Bilancio ed Entrate Tributarie, avrebbe dovuto ‘risistemare’ le casse dell’Ente che navigava in brutte acque. Quantomeno è quello è il lavoro che la donna credeva avesse dovuto svolgere. Invece le cose, una volta insediata, sono andate diversamente e come si evince dalle indagini e dall’ordinanza, più volte la dipendente ‘si era vista riprendere dal sindaco Angelini che la rimproverava del fatto che quel danaro sarebbe dovuto essere speso e non gestito”.

I conti che non tornavano mai hanno portato la dirigente Gatta a non firmare il bilancio comunale per il 2018. Un atteggiamento questo che ha fortemente indispettito gli indagati che hanno iniziato a farle pressing fino al punto da provocare a Federica Gatta uno stato di ansia, insonnia, problemi di alimentazione fino a farle perdere 10 chili in pochissimo tempo. Uno stato di prostrazione alimentato dal fatto che si vede costretta ad accettare il trasferimento presso il comune di Rignano Flaminio per evitare altre ritorsioni e dopo che era stata licenziata.“

La funzionaria ha avuto il coraggio di denunciare tutto e nel corso delle indagini portate avanti dai Carabinieri della Compagnia di Colleferro e dalla Procura di Velletri, è emerso un ‘modus operandi delinquenziale’ e senza freni quello messo in atto dagli indagati.“

“Deve evidenziarsi la gravità dei fatti che rileva la sussistenza di un vero e proprio sodalizio criminale tra vari indagati che si aiutano a vicenda per superare ogni possibile problematica di tipo amministrativo pur di raggiungere il loro intento illecito”. Lo afferma nell’ordinanza di applicazione delle misure cautelari il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Velletri, Emiliano Picca.

“Deve evidenziarsi la gravità dei fatti che rileva la sussistenza di un vero e proprio sodalizio criminale tra vari indagati che si aiutano a vicenda per superare ogni possibile problematica di tipo amministrativo pur di raggiungere il loro intento illecito”.Lo afferma nell’ordinanza di applicazione delle misure cautelari il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Velletri, Emiliano Picca. L’inchiesta ha portato oggi all’arresto del sindaco di Artena. Gli accertamenti coinvolgono 22 persone, accusate a vario titolo e a seconda delle posizioni di corruzione, concussione, tentata concussione, falsità ideologica, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e abuso d’ufficio.

“Le condotte contestate – si legge ancora – rilevano una particolare tendenza a delinquere priva di remore e freni inibitori al fine di procurarsi ingiusti profitti”. Secondo il Gip, “è da escludere la mera occasionalità delle condotte, denotando una spiccata capacità delinquenziale”. E quindi “dalle indagini svolte è risultata una sistematica attività illecita di alterazione delle procedure amministrative presso il comune di Artena per l’assunzione di lavoratori e l’assegnazione di lavori pubblici mediante il turbamento delle procedure amministrative a ciò finalizzate”.

Oltre al sindaco Felicetto Angelini finito agli arresti domiciliari, sono coinvolti l’assessore al lavori pubblici, Domenico Pecorari; l’ex responsabile dell’ufficio tecnico di Artena, ora dirigente del Servizio tecnico dell’Ater della provincia di Roma, Luigi Giamogante; e Enrico Giusto, presidente della società incaricata dal Comune di Artena dell’istruttore dei condoni edilizi comunali.

 

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