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Atleti italiani accusano di aver avuto il coronavirus già ad ottobre 2019 in Cina

Agenpress – Ai mondiali militari di Wuhan “ci siamo ammalati tutti, 6 su 6 nell’appartamento e moltissimi anche di altre delegazioni. Tanto che al presidio medico avevano quasi finito le scorte di medicine”.

Così Matteo Tagliariol, uno dei campioni della scherma azzurra racconta quanto accaduto lo scorso ottobre e il possibile contatto col coronavirus già allora durante la 7/ma edizione dei Giochi Mondiali militari, quella dei record, con 10.000 atleti da oltre 120 Paesi che si sono sfidati in 27 discipline dal 18 al 27 ottobre nel capoluogo dell’Hubei, il focolaio del Covid-19.

“Ho avuto febbre e tosse per 3 settimane – dice lo spadista azzurro -e gli antibiotici non hanno fatto niente; poi è toccato a mio figlio e alla mia compagna. Non sono un medico, ma i sintomi sembrano quelli del covid-19”.

“Ci siamo ammalati tutti, sei su sei nell’appartamento e moltissimi anche di altre delegazioni. Tanto che al presidio medico avevano quasi finito le scorte di medicine.

La testimonianza di Tagliariol è maturata all’indomani di quelle di alcuni colleghi francesi, parte dell’ampia delegazione transalpina composta da 406 persone, di cui ben 281 atleti. Ad esempio, la pentatleta Elodie Clouvel è sembrata dare elementi in linea con quelli descritti dall’olimpionico veneto.

Intervistata dall’emittente tv Loire7, Clouvel ha detto senza mezzi termini di non temere più il contagio del Covid-19, convinta di averlo contratto e debellato. “Penso che con Valentin (Belaud, un altro pentatleta) abbiamo già avuto il coronavirus perché eravamo entrambi a Wuhan per i Giochi Mondiali Militari. Ci siamo ammalati, lui ha saltato tre giorni di allenamenti, io ho avuto problemi mai avuti prima. E quando abbiamo parlato con un medico militare, ci ha detto: ‘penso che l’abbiate già avuto perché gran parte della delegazione si è ammalata’”. Quanto basta per alimentare i dubbi sulla presenza del virus ben prima di quella ufficializzata da Pechino, nonostante le smentite del ministero della Difesa francese, secondo cui la delegazione francese “ha beneficiato del monitoraggio medico, prima e durante i Giochi di Wuhan, con un team dedicato e composto da circa venti persone”. Nella delegazione “non ci sono stati casi dichiarati sia durante sia al ritorno dai Giochi assimilabili, sia pure a posteriori, al Covid-19”.

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