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Autostrade. Autostrade, maximulta al posto della revoca della concessione. Contrario il M5S

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Agenpress – Maxi multa ad Autostrade, al posto della revoca della concessione ai Benetton.  Si fa strada l’ipotesi di una maxi multa. Sul dossier della concessione potrebbero fare il punto il premier Giuseppe Conte e la ministra dei trasporti e infrastrutture Paola De Micheli a margine del consiglio dei ministri. Secondo il ministro Atlantia dovrebbe abbassare i pedaggi ed essere pronta a un maxi risarcimento. Contrario il  M5s: “Maxi multa? Non scherziamo”.

Ma quanto potrebbe “costare” la mancata revoca delle concessioni? Secondo la trattativa sotterranea che, mai confermata ufficialmente, procede per via diplomatica da qualche mese porterebbe a una maximulta da articolare attraverso varie voci: una compensazione in denaro (fino a 4 miliardi, secondo alcune indiscrezioni di stampa), una riduzione della tariffe attuali fino al 5%, aumenti programmati per i prossimi anni non oltre il 2% e una riduzione della remunerazione del capitale investito.

Non dovrebbe essere il cdm a prendere l’attesa decisione, per la quale si starebbe pensando anche ad una maxi-multa come alternativa alla revoca. Si rincorrono anche indiscrezioni sulla richiesta di compensazioni. Il ministro De Micheli in una intervista a Repubblica parla dell’offerta presentata da Atlantia che però risulta insufficiente. “Se pensano di mettere i 600 milioni per la ricostruzione del Morandi in quel risarcimento si sbagliano, quei soldi erano già previsti nel contratto”. De Micheli si aspetta un’offerta migliorativa anche dal punto di vista dei pedaggi. Atlantia avrebbe messo sul tavolo un taglio da 700 milioni di euro ma “non basta”, per il ministro.

Nel frattempo Atlantia ha messo a punto, col nuovo ad Roberto Tomasi, un piano per il triennio 2020-2023 che mette la sicurezza al centro puntando su manutenzione, innovazione tecnologica e sostenibilità. Uno dei punti fondamentali del progetto è che entro la fine di quest’anno tutti i sistemi di monitoraggio sui principali viadotti (circa 2mila sui 3.020 chilometri di rete gestita) saranno svolti attraverso un sistema ad intelligenza artificiale sviluppato con Ibm. Una piattaforma che consentirà il controllo in tempo reale, la cui sperimentazione inizierà in questi giorni su uno dei viadotti che nei mesi scorsi è finito sotto la lente dei magistrati per i mancati controlli, il viadotto Bisagno in Liguria, sull’autostrada A12 Genova-Livorno.

 

Tra le linee guida del piano, anche i forti investimenti in manutenzione e il tema centrale della qualità del servizio. Aspi sta infatti mettendo in campo tutto il possibile per dare il segnale del cambio di passo in atto, come spiegato in una recente intervista da Tomasi che, alla guida di Autostrade da poco meno di due mesi, ha chiarito anche la disponibilità a fare “importanti investimenti” e compensazioni: l’intenzione è di realizzare investimenti per 13 miliardi di euro nei 18 anni rimasti della concessione. Tutte misure che Tomasi mette sul piatto insieme alla disponibilità a trattare con il governo per salvare la concessione. E anche il futuro della società (con ripercussioni anche per la controllante Atlantia), che con la revoca e l’indennizzo ridotto previsto dal Milleproroghe (che lo porta da 23 a 7 miliardi) si troverebbe davanti al rischio fallimento.

 

Una trattativa ufficialmente non risulta avviata. Ma viene invece indicata da indiscrezioni di stampa, che parlano della richiesta da parte del governo ad Aspi di compensazioni per 3,5-4 miliardi di euro, attraverso una riduzione del 5% delle tariffe, un tetto massimo agli aumenti del 2% e una remunerazione del capitale investito del 6-7%.

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