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Bandiere a brandelli. L’Ancri ha scritto ai Gruppi Parlamentari di tutti i partiti chiedendo una norma sanzionatoria

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AgenPress. Il prossimo 7 gennaio il nostro Tricolore compie 225 anni.
Quel Tricolore che dai mondiali e gli europei di calcio, dalle olimpiadi e le altre competizioni internazionali, ha toccato le corde più profonde di milioni di italiani, purtroppo su molti nostri edifici, soprattutto scolastici pende in condizioni avvilenti.

Con troppa frequenza si osservano Bandiere logore, scolorite, strappate, sporche o avvolte all’asta. In alcuni casi, sui drappi figurano, scritte o simboli non consentiti. E questa mancanza di rispetto del decoro delle Bandiere la registriamo nonostante la legge definisca le modalità dell’imbandieramento prescrivendo che siano esposte decorosamente, in buono stato di conservazione e correttamente dispiegate.
Stiamo parlando del primo simbolo ufficiale dell’Italia repubblicana.

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Il Tricolore è il simbolo della nostra patria, della nazione, del popolo italiano e delle libertà conquistate. È il simbolo dei sentimenti più nobili del popolo italiano di cui rappresenta l’unità nella Nazione. È il simbolo che ha accompagnato il cammino del nostro Paese nei momenti luminosi e in quelli bui.

In vista della Festa del Tricolore, ho concordato con il presidente dell’ANCRI Tommaso Bove di scrivere una lettera ai presidenti dei Gruppi Parlamentari di Camera e Senato, per chiedere una norma sanzionatoria amministrativa per la violazione delle prescrizioni sul decoro delle Bandiere. Con la stessa lettera ci siamo appellati anche a tutti i parlamentari che si riconoscono nei valori del nostro Tricolore.

Ieri pomeriggio sono intervenuto al programma di approfondimento “Parliamone” di Rainews24 condotto da Chiara Paduano. È intervenuto anche il Sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi collegato dal dal Museo del Tricolore.

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È stata l’occasione per annunciare su uno dei canali poi seguiti a livello nazionale che l’ANCRI ha chiesto il soccorso dei parlamentari nella convinzione che la mancanza di rispetto per il decoro del Tricolore accade anche perché le prescrizioni di legge (D.P.R. 7 aprile 2000, n. 121) sono prive di sanzione, diversamente da quelle sulla dignità del Tricolore (vilipendio, danneggiamento, disprezzo, dileggio, distruzione, imbrattamento ecc.), tutelate dalla legge penale.

Sul punto al fine di evitare incertezze interpretative, è opportuno chiarire che Il dovere di rispetto della dignità del Tricolore è garantito dalla legge penale che prevede il delitto di vilipendio o danneggiamento per chiunque manifesta disprezzo o dileggio con espressioni ingiuriose e chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibile o imbratta la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato.
Il dovere di rispetto del decoro del Tricolore invece oggi è privo di sanzione. L’esposizione della Bandiera ha le sue regole, sulla pubblica via come negli ambienti al chiuso, che non sempre sono rispettate. Il «Regolamento recante la disciplina dell’uso delle Bandiere (D.P.R. 7 aprile 2000, n. 121) definisce nel dettaglio le modalità dell’imbandieramento degli edifici pubblici, prescrivendo che i vessilli devono essere esposti decorosamente, in buono stato di conservazione e correttamente dispiegati. Peraltro sul drappo non ci possono essere figure( come nel caso della foglia di canapa) scritte, slogan o sigle e su ciascuna asta si può esporre una sola bandiera.

Nonostante la presenza di norme dettagliate, dobbiamo purtroppo registrare troppe falle, troppa indifferenza, troppa superficialità non soltanto nella corretta disposizione gerarchica delle bandiere, ma anche e soprattutto sullo stato dei drappi, troppo spesso logori, scoloriti, strappati, sporchi o avvolti completamente sulle aste per l’azione del vento.
E questa condizione delle Bandiere secondo noi può essere ricondotta alla disattenzione o anche alla semplice poca conoscenza del protocollo.

Per queste ragioni, siamo dell’avviso che il problema sia risolvibile prevedendo una sanzione amministrativa, anche lieve, per coloro che non rispettano il comando contenuto nelle prescrizioni previste dal Regolamento sulla disciplina dell’uso delle Bandiere.
Per il suo 225° compleanno il nostro Tricolore si attende da noi un solo regalo: poter sventolare ovunque e sempre in tutta la sua bellezza.

Impegniamoci tutti a rispettare e a far rispettare la sua dignità e il suo decoro.

Concludo questa mia riflessione ricordando l’impegno dell’Associazione nazionale insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (ANCRI) che da alcuni anni, con il presidente Tommaso Bove in prima fila, è scesa in campo con una campagna di comunicazione volta a promuovere, attraverso i simboli nazionali, i grandi valori richiamati dalla Costituzione repubblicana. Una campagna che vede coinvolte tante delegazioni del sodalizio, in Italia e all’estero, che vanno promuovendo momenti pubblici di riflessione per far conoscere l’uso, l’esposizione, la tutela, la conservazione e il rispetto del nostro tricolore.
E con Tommaso Bove abbiamo condiviso che non ci fermiamo qui.

Lo scrive il Prefetto Francesco Tagliente sulla pagina FB.

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