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Berlusconi, Cicchitto (ReL): altri due verdetti dicono che l’ex premier è innocente

AgenPress. “La sentenza della giustizia civile che Libero pubblica oggi e che afferma che Agrama non era affatto un intermediario fittizio e che ciò che gli versò Mediaset era del tutto equo e dovuto ha avuto già numerosi precedenti.

In primo luogo Silvio Berlusconi fu condannato per un reato di frode fiscale senza aver firmato alcun bilancio perché non aveva più alcuna carica societaria in Mediaset. Paradossalmente fu assolto Fedele Confalonieri, l’amministratore delegato che nel 2002-2003 aveva firmato il bilancio incriminato. Già quella fu una forzatura di non piccolo conto.

Per fatti analoghi Berlusconi era stato prosciolto in sede di indagine preliminare dai gup di Roma e di Milano nel processo Mediatrade. Un gup di Milano aveva dichiarato che non esistevano prove di ingerenza e di intromissione di Silvio Berlusconi negli organi decisionali di Mediaset. La decisione fu confermata da una sentenza della Cassazione stilata da una sezione diversa da quella che ha condannato Berlusconi. Ma nel 2011 anche il gup di Roma riconobbe come prezzi di mercato quelli praticati da Mediaset, considerò normale il profitto realizzato da Agrama, e quindi assolse tutti gli imputati compreso Berlusconi.

Le cose non si fermano qui. Il processo per frode a Berlusconi ebbe una scarsissima attenzione, poiché l’opinione pubblica era distratta dal caso Olgetti ne, e ciò favorì la manipolazione giudiziaria. Più volte la difesa di Berlusconi lamentò la falcidia dei testimoni a difesa asserendo che, di fronte all’eliminazione di testimoni fondamentali, ci si trovava di fronte allo smantellamento del “giusto processo”, essendo essa appunto privata del diritto di produrre prove.

Ma ci fu una forzatura anche per evitare che Berlusconi fosse giudicato dal suo giudice naturale, che era la terza sezione della Cassazione, specializzata in reati fiscali, che già aveva assolto Berlusconi il 6 marzo 2013 per accuse simili. Fu presa per buona l’affermazione dell’accusa che la prescrizione scadeva ad agosto, mentre invece essa scadeva a settembre, permettere insieme in fretta e furia quello che è risultato essere un autentico tribunale speciale. Ma è il punto fondamentale dell’accusa che già allora fu contestato alla radice con argomenti molto forti.

Per la Cassazione Agrama era un prestanome, un imprenditore fittizio di Berlusconi: era vero invece esattamente il contrario, Agrama era una controparte autentica per Berlusconi e per Mediaset che invece si avvaleva di un rapporto privilegiato con il capo della Paramount: era Bruce Gordon e non Silvio Berlusconi il vero socio occulto di Agrama, tant’è che egli fu poi allontanato dalla Paramount. Ma Bruce Gordon non fu accettato come testimone dal tribunale. Agrama era pagato con provvigioni dalla Paramount e Mediaset non riuscì mai nel tentativo di scavalcarlo e di trattare direttamente con la major.

Le cose non si fermano qui. Nella sua deposizione Guido Barbieri, allora responsabile dell’ufficio acquisti e diritti di Rtl Mediaset, riferì della protesta di Frank Agrama per il calo degli acquisti da parte di Mediaset: Agrama offrì a Barbieri del danaro per incentivarlo ad acquistare i suoi prodotti. Agrama non riuscì in questa operazione corruttiva ma invece, secondo la società di consulenza Kpmg chiamata dal tribunale, staccò rilevanti bonifici nei confronti di 5 funzionari Mediaset proprio per concludere i contratti con la stessa Mediaset: davvero un bel socio occulto di Berlusconi un tipo che pagava i suoi dipendenti alle sue spalle.

Tutto ciò conferma che fu costruito un sostanziale tribunale speciale fra tribunale e corte d’Appello di Milano e sezione estiva della  Cassazione per colpire definitivamente Berlusconi. Successivamente l’opera è stata completata dalla maggioranza delle Giunta per le elezioni del Senato (Pd, M5S, Sel) che fece ben due forzature: il passaggio dal voto segreto al voto palese per  le  sue deliberazioni, il rifiuto per una verifica con la Corte Costituzionale visto  che ci si trovava di fronte all’attuazione retroattiva di una legge, la  Severino, approvata nel 2012, mentre il reato era stato commesso nel 2002-2003.

Di conseguenza per ben due volte, nel 1992-1994 con la gestione unilaterale di Mani Pulite e nel 2013 nei confronti di Berlusconi il corso della vita politica italiana è stato deviato da interventi strumentali e forzati  posti in essere da alcuni settori della magistratura d’intesa con gli eredi del Pci. In confronto, i magistrati del caso Palamara sono dei ladri di polli che però ben rappresentano una parte della categoria. Ben altre operazioni sono state fatte nel passato con effetti decisivi per la vita politica italiana. Ma forse è anche per questo che tuttora il responsabile giustizia del Pd Verini rifiuta anche lo sdoppiamento delle carriere.”

Lo dichiara Fabrizio Cicchitto (Presidente Riformismo e Libertà) al quotidiano Libero.

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