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Bonafede. Nessuna interferenza diretta o indiretta nella nomina del Dap. Rivalutare scarcerazioni

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Agenpress –  “Voglio annunciare che e’ in cantiere un decreto legge che permettera’ ai giudici, alla luce del nuovo quadro sanitario, di rivalutare l’attuale persistenza dei presupposti per le scarcerazioni di detenuti di alta sicurezza e al regime di 41 bis”. Così il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha risposto a un’interrogazione di Forza Italia durante il question time alla Camera.

“Non serve alcuna ulteriore dimostrazione dell’assenza di qualsiasi mia titubanza nella lotta alle mafie: basta semplicemente scorrere ogni parola di ogni legge che ho portato all’approvazione in questi due anni, fino all’ultimo decreto legge che impone il coinvolgimento della Direzione Nazionale e delle Direzioni Distrettuali Antimafia sulle richieste di scarcerazione”, ha detto ancora Bonafede.

“Anche con riferimento alla recente nomina del nuovo capo Dipartimento, ho seguito mie valutazioni personali nella scelta, la cui discrezionalità rivendico”,  risposto al question time a un’interrogazione del deputato di FI Pierantonio Zanettin, sulla mancata nomina nel 2018 dell’allora pm di Palermo Nino Di Matteo a capo del Dap.

 “La notizia di Di Matteo al Ministero sulla scia di quello che aveva rappresentato Giovanni Falcone, ritenevo sarebbe stata deflagrante e avrebbe consegnato un messaggio chiaro e inequivocabile per tutte le mafie”, ha aggiunto spiegando  perché nel 2018 preferì alla fine proporre all’allora pm di Palermo Nino di Matteo, la guida degli Affari penali, invece che quella del Dap.

 “Ogni ipotesi o illazione costruita in questi giorni da alcune forze politiche è del tutto campata in aria, perché, come emerso dalla ricostruzione temporale dei fatti, le dichiarazioni di alcuni boss erano già note al ministero dal 9 giugno 20128 e quindi ben prima di ogni interlocuzione con il diretto interessato”.

Alfonso Bonafede sta studiando “un decreto legge che permetterà ai giudici, alla luce del nuovo quadro sanitario, di rivalutare l’attuale persistenza dei presupposti per le scarcerazioni di detenuti di alta sicurezza e al regime di 41 bis”, ha risposto durante il question time alla Camera. Il Guardasigilli ha anche affermato che “nel 2018 non vi è stata alcuna interferenza per la nomina del nuovo capo del Dap”.

Bonafede: “Nomina capo Dap? Illazioni campate in aria, già note parole dei boss” – “Ogni ipotesi o illazione costruita in questi giorni da alcune forze politiche è del tutto campata in aria perché, come emerso dalla ricostruzione temporale dei fatti, le dichiarazioni di alcuni boss erano già note al ministero dal 9 giugno 20128 e quindi ben prima di ogni interlocuzione con il diretto interessato”. Così Bonafede sulla mancata nomina di Nino Di Matteo a capo del Dap nel 2018.

 

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