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Bonetti (min. Famiglia): “Assegno unico universale dal 1 luglio, sarà per tutti ma commisurato in base al reddito”

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AgenPress. II ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti (Iv) è intervenuta ai microfoni della trasmissione “Tutto in famiglia”, condotta da Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus.

Sull’assegno unico universale. “Il Parlamento ha approvato, l’assegno universale è legge dello Stato e arriverà dal 1 luglio –ha affermato Bonetti-. E’ una buona notizia per le famiglie italiane ma per tutto il Paese. E’ un investimento importantissimo, è la possibilità per le famiglie italiane di avere una cifra certa per la cura dei propri figli. L’assegno unico universale è il primo pezzo del Family Act che prevede altre azioni altrettanto necessarie. L’assegno ha carattere di universalità, ma ovviamente sarà commisurato in base al reddito familiare, le famiglie più in difficoltà avranno di più.

Oggi le famiglie più povere sono penalizzate perché gli incapienti non hanno detrazioni per i figli a carico, altri non accedono agli assegni familiari che sono riservati solo ai lavoratori dipendenti. Questo anno ha messo in evidenza alcune fragilità strutturali, ma anche la ricchezza dei legami familiare, il Paese ha retto grazie alle famiglie. L’atteggiamento di insicurezza, la difficoltà di immaginare un progetto per il domani, dobbiamo contrapporre un messaggio di speranza e di coraggio dando degli strumenti completi. Con il Family Act abbiamo promosso politiche familiari che sono di investimento anche in progetti personali, penso al lavoro femminile perché anche questo può sostenere una scelta di maternità.

Per fare questo servono anche altre misure come i congedi parentali per donne e uomini non solo per i lavoratori dipendenti, asili nido e finalmente un sistema di welfare che incentivi le scelte dei giovani sullo studio, sul lavoro, sull’autonomia abitativa. Non più assistenzialismo, ma investimento. Si tratta di fare debito buono, come dice Draghi. Questa è una legge con il segno più che avrà un effetto moltiplicativo, di sviluppo. Le risorse di cui stiamo disponendo, che mai erano state messe a disposizione prima, le stiamo prendendo in prestito dal futuro dei nostri figli, quindi le dobbiamo usare per rendere migliori il loro presente e il loro futuro. L’atteggiamento di fiducia che queste misure possono innescare avrà effetti già nell’immediato”.

Su Draghi. “Le competenze e l’esperienza internazionale di Draghi sono un elemento di ulteriore qualificazione per il nostro governo, anche per collocare le nostre politiche sempre in una visione europea ed europeista. Questo fa sì che l’Italia possa interpretare anche un ruolo di leadership nella ripartenza europea. L’esperienza di Draghi è profondamente legata allo sviluppo sociale e relazionale del vissuto delle persone, in questo senso la riforma del Family Act è esattamente uno strumento che riattiva dinamiche di prospettiva sociale ampia e che incideranno nella vita di tutti i giorni”.

Sullo sfogo di Beppe Grillo per l’indagine sul figlio. “Ci sono degli stereotipi che sono duri a morire, ma che dobbiamo estirpare dal nostro Paese, dal nostro linguaggio. Non entro nella vicenda giudiziaria, però faccio osservare che c’è una giovane donna che è stata criticata, screditata, giudicata a priori con un pregiudizio rispetto al fatto che ha tardato a denunciare. Non è stato detto nulla sul dolore di questa donna. Bisogna condannare questi pregiudizi, questo linguaggio solo al maschile, dichiarando il pieno sostegno dell’Italia a tutte le vittime e deve essere chiaro a tutti: nessuno oggi può pensare di poter rinfocolare quella subcultura di pregiudizio a danno di tutte le donne”.

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