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Buoni postali fruttiferi Poste condannata a rimborsare il maggior valore

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AgenPress. Importantissima sentenza del Tribunale di Torino, che ha riconosciuto il diritto di un consumatore ad ottenere il maggior importo (65mila euro invece di 28mila euro) per un buono postale fruttifero in possesso di quest’ultimo sottoscritto nel 1989, quando valeva 5 milioni di lire.

La vicenda si inserisce nell’annosa questione del comportamento di Poste Italiane S.p.a. la quale tra gli anni ’80 e ’90 emetteva buoni postali fruttiferi relativi alla nuova serie “Q” utilizzando i cartacei della precedente serie “P” modificando tramite timbri sostitutivi solamente le condizioni inerenti dei primi 20 anni, senza però toccare i rendimenti che vanno dal ventesimo al trentesimo anno, che rimanevano quindi inalterati.

Poste sostiene che il comportamento era legittimo in ragione del disposto del D.M. del 1987 che autorizzava l’intermediario all’emissione dei buoni con queste modalità, ma ciò ha finito con il compromettere i diritti di moltissimi consumatori, danneggiati seriamente nelle somme a cui hanno diritto.

Codacons: “Una sentenza di enorme importanza che sancisce il diritto dei consumatori ad ottenere quello che gli spetta, battaglia che noi stiamo portando avanti da anni, e che continuiamo a sostenere dando supporto ai nostri iscritti – afferma il Presidente del Codacons, Marco Donzelli – ed è fondamentale che i Tribunali si esprimano in tal senso.