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Casinò online e terrestri, quale futuro per i due rami del gioco italiano?

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AgenPress. Le ultime misure introdotte dal Governo Draghi hanno allentato la presa: meno restrizioni per contenere una pandemia in parte gestita dalla campagna vaccinale che viaggia verso la soglia valida per l’immunità di gregge. Col Green Pass poi molte strutture hanno ripreso la loro attività. Tra queste anche le sale da gioco, forse i luoghi con meno rischio di infezione. Dunque, hanno ripreso la loro marcia anche i luoghi del gioco fisico, penalizzati da oltre un anno di chiusure più o meno continue.

Con la riapertura dei casinò terrestri, molti si chiedono quale sarà la sorte del segmento digitale, in particolar modo delle slot machine online che, si sa, sono state il vero fiore all’occhiello di tutta la filiera. Se ne è parlato in un panel apposito “La grande corsa del gioco online”, lo scorso mese di luglio nell’ambito del SBC Digital Italia – il futuro del gioco italiano. Si è così fornita una istantanea della situazione e di tutti i cambiamenti che vi sono stati. Ed è emerso che il settore casinò è arrivato ad una spesa di 6 miliardi nel 2020, laddove l’online ha inciso per il 20%. Se si considera che casinò come 888 hanno totalizzato una crescita dell’80% sul mercato italiano, il conto è presto fatto. Inoltre è emerso anche un calo di spesa in Italia, pari a quasi 7 miliardi di euro.

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Si è notato che i giocatori dei casinò si sono spostati parzialmente dal retail all’online, una tendenza che da un lato ha incrementato anche la popolarità di altre tipologie di giochi come le slot machine gratis, ma dall’altro ha alimentato il mercato illegale. Un quadro che fa riflettere e porre degli interrogativi validi per il futuro. Per il quale i dati sono quantomai incoraggianti, per non dire sicuri.

Dipenderà da vari fattori: quanto incideranno, per esempio, i casinò terrestri ormai in fase di ripartenza e quanto ancora si farà contro il gioco illegale, una vera piaga da estirpare come sottolineato da Pier Paolo Baretta lo scorso mese di novembre durante il convegno organizzata dal MEF “Il Gioco Buono”. Ma su questo c’è anche chi dà il suo fondamentale contributo, come l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

L’ADM ha difatti recentemente aggiornato la sua black list, ovverosia una sorta di lista dei portali proibiti, oggi circa 9079, tutti oscurati. Il giocatore può consultare questa lista, perennemente aggiornata, prima di scegliere il portale su cui cominciare a giocare. Intanto per i locali terrestri finalmente cominciano le buone notizie. La spesa registrata è stata pari a 129 milioni di euro, con un +39% rispetto all’anno scorso. Una crescita alimentata dal successo che stanno riscuotendo le già citate slot, che si attestano come uno dei giochi preferiti dagli italiani. Molti di questi titoli sono oggi offerti in modalità multi-channel e per questo sono conosciuti e apprezzati sia sul canale fisico che su quello terrestre.

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