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Ceccardi (Lega), da Ue miliardi di euro a Erdogan, basta soldi alla Turchia

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AgenPress. “A esattamente 450 anni dalla battaglia di Lepanto, avvenuta il 7 ottobre 1571, l’Europa si trova nella posizione di finanziare l’erede dell’impero ottomano, la Turchia,  che usa a sua volta i nostri soldi per controllare i nostri confini. Un pegno oneroso e pericoloso, però, visto che quello stesso impero, oggi, con i nostri stessi soldi, ci ricatta pure, minacciandoci di aprire quei confini se non riceverà il contributo”.

Così Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega, intervenuta oggi nel corso della Plenaria a Strasburgo.

“Dal 2002 ad oggi -ha osservato Ceccardi- l’Unione Europea ha infatti erogato oltre 15 miliardi di Euro alla Turchia, un flusso di denaro che non si è arrestato nemmeno dopo la svolta islamista di Erdogan. Bruxelles la smetta di dare alla Turchia i soldi dei cittadini italiani ed europei”.

Con la battaglia di Lepanto, ha proseguito Ceccardi, “la Lega Santa affrontò in mare aperto l’arroganza dell’impero Ottomano: l’Europa, in quella occasione, si strinse attorno ad una flotta che raggruppava eserciti di tutto il continente per respingere l’assalto dal mare dell’impero turco.

Senza quella vittoria, oggi, molto probabilmente, l’Europa non sarebbe Europa.  E forse, non saremo qui nemmeno a discutere dei fondi fiduciari e dello strumento dei rifugiati in Turchia”.

“C’è stato un momento, nella nostra storia di Europei, dove con orgoglio e rabbia, determinazione e volontà, dietro le nostre insegne e a difesa della nostra civiltà, abbiamo difeso la nostra terra, le nostre tradizioni, il nostro sentirsi Europa.

Senza quell’orgoglio, senza una strategia, senza una visione che vada oltre dei fondi “eccezionali e temporanei”, non saremo nemmeno in grado di pretendere il rispetto per le nostre donne, che come avviene in quei Paesi, sono costrette ad implorare una sedia per potersi sedere.

Senza pretendere quel rispetto che a Lepanto, quel 7 Ottobre di 450 anni fa, ci siamo conquistati -conclude Ceccardi- non potremo mai guardare al futuro dei nostri figli in una Europa cristiana, democratica e civile”.

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