Cemento e caldo sono i nemici delle api. Agricoltura biologica come aiuto per la sopravvivenza

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AgenPress – L’impollinazione e il controllo dei parassiti sono due importanti funzioni ecologiche che sostengono la resa delle colture. Nelle colture impollinate dagli insetti, studi precedenti hanno rivelato che un aumento delle risorse e degli habitat nei paesaggi può aumentare il controllo dei parassiti da parte dei nemici naturali e l’impollinazione degli insetti da parte degli impollinatori. Tuttavia, mancano dati che considerino simultaneamente gli effetti del paesaggio sia sugli impollinatori che sui parassiti, e gli effetti diretti e indiretti sui raccolti delle pratiche agricole che interagiscono con il paesaggio, le api e i parassiti.

Lo studio dell’Università di Milano-Bicocca, supportato da Regione Lombardia nell’ambito del progetto ‘Pignoletto’, e pubblicato su Journal of Applied Ecology dimostra che il cemento e il calore a rendere le città nemiche degli insetti impollinatori, come le api.

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I ricercatori hanno studiato l’effetto dell’urbanizzazione del paesaggio e del clima su due gruppi di impollinatori (api selvatiche e sirfidi), sulle risorse floreali a loro disposizione (il nettare di cui si nutrono) e sul polline che trasportano sui loro corpi.

I campioni sono stati raccolti in 40 siti dislocati principalmente nella città metropolitana di Milano, a partire da aree semi-naturali per arrivare fino ad aree con diversi livelli di edificato. I risultati dimostrano che le api preferiscono vivere nelle aree suburbane: il loro numero raggiunge il picco (con oltre 100 esemplari rilevati in 24 ore) dove il cemento occupa solo il 22% delle superfici, mentre cala con la crescente urbanizzazione.

La presenza di impollinatori è inoltre influenzata dalla distanza tra le aree verdi e dall’ampiezza del parco urbano. A influire negativamente sulla presenza di impollinatori non è solo la mancanza di verde, ma anche il clima locale. Gli impollinatori diminuiscono nelle aree più urbanizzate dove, tra la primavera e l’estate, si registrano variazioni minime della temperatura, che resta alta più a lungo rispetto alle aree semi-urbane o agricole.

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Questo studio, condotto in campi coltivati ​​a fini commerciali, sottolinea l’importante contributo della gestione sostenibile del paesaggio per migliorare la resa dell’OSR. Nonostante la capacità degli agrofarmaci di migliorare o mantenere i rendimenti dell’OSR, il loro uso incondizionato è insostenibile a causa di esternalità negative. Pertanto, opzioni alternative come quelle evidenziate nel nostro studio – come la riduzione delle dimensioni dei campi, l’aumento della quantità di agricoltura biologica nel paesaggio o la semina di OSR in paesaggi ricchi di girasoli l’anno precedente – sembrano essere strumenti rilevanti per promuovere i servizi ecosistemici, mantenere la resa e preservare la biodiversità. Questi risultati supportano il potenziale delle soluzioni basate sulla natura per promuovere un’agricoltura più sostenibile.

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