Cina contro Nato: “ha utilizzato tattiche della Guerra Fredda per provocare la rivalità di blocco”

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AgenPress – Dallo scoppio della crisi in Ucraina, la Cina ha lavorato attivamente e in modo costruttivo in modo obiettivo e imparziale, per facilitare i colloqui di pace, la cessazione dei conflitti, nonché per evitare una crisi umanitaria su larga scala”.

E’ il commento di un portavoce della rappresentanza permanente cinese presso l’Ue sul vertice straordinario del Patto Atlantico, in cui i leader hanno invitato tutti gli Stati, inclusa la Cina, a sostenere l’ordine internazionale, compresi i principi di sovranità e di integrità territoriale, in merito all’invasione della Russia a danno dell’Ucraina.

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Il tempo dimostrerà che “la Cina è dalla parte giusta della storia. Nel frattempo, che cosa ha fatto la Nato? Ha ampliato la sua portata geografica e la gamma di operazioni e ha utilizzato le tattiche della Guerra Fredda per provocare la rivalità di blocco. Dobbiamo stare in allerta e dire di no a una ‘nuova Guerra Fredda’, che va contro la tendenza della storia e le aspirazioni delle persone in tutto il mondo”.

La Cina si oppone “con forza ad accuse e sospetti infondati, nonché a qualsiasi tentativo di esercitare coercizione e pressione”, ricordando che, “in quanto residuo della Guerra Fredda e la più grande alleanza militare del mondo, la Nato segue un concetto di sicurezza obsoleto”.

La Cina sostiene che “l’indipendenza sovrana e l’integrità territoriale di tutti i Paesi dovrebbero essere rispettate e che gli scopi e i principi della Carta dell’Onu seguiti. Il portavoce ha ricordato poi le vittime di 23 anni fa, il 24 marzo 1999, delle bombe della Nato cadute “sul suolo della Repubblica Federale di Jugoslavia , provocando migliaia di vittime tra cui cittadini cinesi e causando l’evacuazione di centinaia di migliaia di persone”. Le lezioni della storia “non devono essere dimenticate: la Nato deve avere una buona riflessione su se stessa, respingere la mentalità della Guerra Fredda e cercare di costruire un sistema equilibrato, efficace e sostenibile di architettura di sicurezza europea attraverso il dialogo e la negoziazione secondo il principio della sicurezza indivisibile”.

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