Cina. Ritorna il Festival di Yulin. Migliaia di cani e gatti torturati ed uccisi

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AgenPress – La razzia di cani e gatti è già iniziata. A denunciarlo, associazioni animaliste asiatiche e internazionali come Humane Society International, da anni in prima linea per salvare cani e gatti dalle padelle fumanti dei consumatori di carne di questi animali. Tra pochi giorni, infatti, in Cina si aprirà la nuova edizione del festival di Yulin che, pandemia permettendo, potrebbe nuovamente significare la macellazione di migliaia di cani e gatti per soddisfare i palati di avventori pronti ad affollare le vie della città. Yulin, infatti, seppure possa definirsi più che una metropoli, è città prefettura con oltre cinque milioni di abitanti nella regione autonoma del Guangxi Zhuang, è nota più per questo macabro festival che per altro.

Yulin, il festival cinese dove si mangiano cani e gatti

Un festival oltretutto, che  coinvolge soltanto in minima parte i residenti. «La maggioranza della popolazione cinese, precisa Humane Society International, non mangia carne di cane». Il Governo stesso di quel Paese, poco più di un anno fa, aveva persino legiferato in merito proprio a cani e gatti. Cancellati dalla lista nera del bestiame, erano stati promossi quali animali d’affezione.

Associazioni sul piede di guerra: «Macelleranno migliaia di animali»

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E allora come si spiega Yulin? La risposta, dicono le associazioni che operano in  quel territorio immenso, va ricercata nel campo di talune tradizioni dure a morire. Nel frattempo, come documentato dalle strazianti immagini diffuse da HSI, «Cani e gatti continuano ad essere razziati, rapiti e maltrattati prima di finire in gabbie piccolissime di ferro vecchio e arrugginito». Gabbie stipate fino all’inverosimile che rappresenteranno l’ultima parvenza di cuccia per i poveri animali prima che vengano macellati e cucinati senza pietà. Si stima che, ogni anno, non meno di 30 milioni di cani e 10 milioni di gatti, vengono uccisi a scopo alimentare in diversi Paesi asiatici. Un numero sconvolgente che alimenta il mercato nero della carne di questi animali sempre più spesso rapiti da giardini e abitazioni.

Fonte: Il Messaggero.it

 

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