Cina, Sardone (Lega), violazioni diritti e persecuzioni, Ue non stia in silenzio

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AgenPress. “Nella Cina comunista numerosi rapporti rilevano l’orrenda pratica di prelevare organi da detenuti appartenenti a gruppi religiosi, oppositori politici, minoranze etniche e linguistiche. Questo consolidato sistema è ormai una realtà da decenni, un crimine contro l’umanità, ma purtroppo il regime cinese non si interessa del rispetto dei diritti umani.

Il Governo detiene ben 2 milioni di uiguri e altri gruppi minoritari in un sistema di campi di internamento dove i detenuti sono costretti a lavori forzati, torture, spesso anche uccisi. I cristiani affrontano ormai da decenni persecuzioni e discriminazioni come chiusura delle chiese, arresto di sacerdoti, divieto di diffusione delle bibbie.

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In questo contesto l’Europa rimane spesso colpevolmente in silenzio, preferisce stringere accordi commerciali con Pechino senza affrontare temi come diritti umani, libertà e democrazia.

Purtroppo le istituzioni europee sono spesso succubi del regime cinese. Servono azioni forti di pressione e un blocco delle importazioni di qualsiasi merce realizzata con il lavoro forzato. Non possiamo continuare a chiudere gli occhi di fronte a queste atrocità: su valori non negoziabili, con la Cina l’Unione Europea deve battere i pugni sul tavolo”.

Così Silvia Sardone, europarlamentare della Lega, nel suo intervento durante la sessione plenaria, nel dibattito su casi di violazione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto (articolo 144 del regolamento).

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