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Cioffi (M5S): “Felici per la decisione di Conte di lavorare con il M5S, è vero che uno vale uno ma uno non vale l’altro”

AgenPress. Andrea Cioffi, senatore del M5S, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sul ruolo di Conte nel M5S. “Noi abbiamo sempre detto che uno vale uno, ma abbiamo sempre detto che uno non vale l’altro –ha affermato Cioffi-. Noi pensiamo che Giuseppe Conte sia una persona che ha dimostrato tutta la sua capacità, la sua qualità nel gestire una situazione immensamente difficile e il fatto che lui abbia accettato di lavorare ad un progetto per il M5S ci rende molto contenti. Penso che Conte stia lavorando a capire come affrontare questa sfida perché il Movimento da monolitico ha un po’ sofferto le continue alleanze. Abbiamo bisogno di struttura, alcuni di noi hanno sofferto questi cambi di alleanza. Conte ci può dare una mano, ma noi siamo molto determinati”.

Sulla possibile alleanza strutturale con Pd e Leu. “Io credo che dobbiamo continuare a fare quello per cui siamo nati, dobbiamo mettere sul piatto i nostri temi. Abbiamo lavorato molto per portare l’etica in politica, abbiamo cercato di portare maggiore trasparenza, abbiamo provato ad inserire tutti i problemi di uno stato sociale. Potremmo collocarci in una delle due aree novecentesche, però oggi se parli di liberali e socialisti la gente non sa di cosa stiamo parlando. Noi abbiamo governato con la Lega e abbiamo approvato il reddito di cittadinanza”.

Il M5S ha perso l’ala estremista. “Non è un problema di perdere gli estremisti. Il momento non è moderato, magari bisogna essere moderati nelle parole, ma non nelle azioni. Come diceva Grillo, moderati si muore. Il concetto è che alcune persone probabilmente non ce l’hanno fatta a superare se stesse, mi rendo conto che è difficile aver governato con Lega, Pd e adesso con tutti quanti. Bisogna imparare però ad accettare le sfide in politica, questa è forse la più difficile di tutti. Draghi è visto come un privatizzatore, adesso lo sfidiamo a non fare il privatizzatore. Umanamente mi dispiace aver perso chi è andato via, ma non è che se sono andati via gli estremisti il Movimento diventa moderato. In questa fase noi dobbiamo essere ancora più determinati per sfidare Draghi sull’europeismo, noi vogliamo un’Europa diversa e vogliamo inserire nel trattato di Lisbona che la competizione deve essere con i Paesi extra-europei non tra Stati membri”.

 

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