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Concorsi truccati. Insieme a Massimo Galli indagate altre 32 persone, anche Massimo Andreoni

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AgenPress – Associazione a delinquere, corruzione, abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti e falsità materiale commesso dal pubblico ufficiale: sono queste le accuse rivolte a vario titolo a 33 persone, di cui 24 professori universitari, denunciati in stato di libertà, per la vicenda dei presunti concorsi pilotati di docenti e di personale sanitario e irregolarità nelle iscrizioni alle facoltà di medicina.

Le indagini sono partite da alcune segnalazioni ed esposti di coloro che rimanevano esclusi dai concorsi. I bandi – spiega il tenente colonnello dei Nas di Milano, Salvatore Pignatelli – erano “profilati” in base al curriculum vitae dei candidati a loro favoriti così da poter inserire queste persone in punti strategici: “In alcune circostanze si andava ben oltre i caratteri meritocratici. Erano situazioni che limitavano la partecipazione di altri candidati”.

Tra le persone indagate  Massimo Andreoni, ordinario alla Sapienza di Roma, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e primario al policlinico Tor Vergata. Andreoni, risponde di falso in concorso con Galli e altri colleghi, come componente della commissione giudicatrice del concorso bandito nel luglio 2020 per un professore di seconda fascia all’università di Torino.

Andreoni e Galli, componenti della commissione giudicatrice con Claudio Maria Mastroianni della Sapienza di Roma, avrebbero sottoscritto la “relazione riassuntiva” che riguardava una riunione da remoto avvenuta la mattina del 21 settembre 2020 e nella “quale si dava atto che la commissione (…) ha definito preliminarmente i criteri per l’attribuzione dei punteggi da assegnare agli elementi oggetto di valutazione” e “ha proceduto quindi alla valutazione” di un candidato esprimendo nei suoi confronti “un motivato giudizio” attribuendo “il punteggio”.

Le accuse rivolte a Galli sono che, quando svolgeva il ruolo di presidente della commissione che giudicava un concorso del giugno 2019 – bandito per un posto di professore di ruolo all’Università Statale in malattie cutanee, infettive e dell’apparato digerente nel Dipartimento di scienze biomediche e cliniche dell’Ospedale Sacco – avrebbe favorito Agostino Riva (vincitore del concorso) e sfavorito Massimo Puoti, direttore di malattie infettive dell’ospedale Niguarda di Milano.

Per questo episodio sono indagati sia Riva, sia la segretaria di Galli che il professore della Sapienza di Roma, Claudio Maria Mastroianni e Claudia Colomba, professoressa associata dell’Università di Palermo, entrambi componenti della commissione. Per loro le accuse sono quelle di non essere intervenuti nella presunta decisione di Galli.

I pm Luigi Furno e Carlo Scalas hanno configurato anche l’ipotesi di reato di falso ideologico. Allo scienziato viene contestato un secondo episodio, risalente a giugno 2020 nella procedura di selezione per assumere a tempo determinato per otto mesi quattro dirigenti biologi da assegnare all’Unità malattia infettive del Sacco.

Sempre il “Corsera” scrive: “Qui l’accusa è che il direttore generale dell’Azienda sociosanitaria territoriale Fatebenefratelli-Sacco, Alessandro Visconti, avrebbe concordato con Galli di far sì che il professore predisponesse un avviso pubblico ritagliato sulle caratteristiche di due candidate che intendeva a favorire (di cui una poi vincente); e che sempre Galli decidesse la composizione della commissione presieduta da una professoressa del Sacco, Manuela Nebuloni, in modo da poter contare su membri che sarebbero stati favorevoli alle proprie indicazioni.

In questo caso, però, il risultato non si sarebbe perfezionato per l’opposizione di un’altra scienziata, Maria Rita Gismondo, che aveva minacciato di rivolgersi all’autorità giudiziaria”.

Galli è indagato anche per una terza ipotesi di reato sempre di turbativa d’asta, ma in relazione a un concorso per un posto di professore di ruolo di prima fascia alla Statale di Milano bandito nell’aprile 2020 e vinto da Gianguglielmo Zehender: qui ciò che viene addebitato in ipotesi d’accusa a Galli, a Zehender, e al professore ordinario della Statale, Francesco Auxilio, che era nella commissione giudicatrice, è di avere ritagliato il profilo del concorso sul ritratto di Zehender intorno al settembre 2020.

 

 

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