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Consulta della Magistratura Onoraria: Ministro, chiediamo che ci ascolti!

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AgenPress. Non servono profluvi di parole per descrivere la nota condizione di chi amministra giustizia accanto agli omologhi ordinari, al personale amministrativo e all’Avvocatura, quotidianamente, ma senza alcuna tutela.

I Magistrati Onorari non hanno assistenza giuslavoristica per la malattia a cui sono esposti massivamente, presenziando in udienza per interminabili giornate, con un carico in permanente crescita anche per via dei ritardi dovuti alla prima fase pandemica. Assenti collaboratori di segreteria che li coadiuvino nelle attività propedeutiche e successive, i Magistrati Onorari accedono inevitabilmente senza soluzione di continuità agli uffici giudiziari, con conseguente esposizione al rischio elevatissima.

Si presenzia in via esclusiva alle udienze di convalida degli arresti e di espulsione in materia d’immigrazione, le più insidiose. Si esercita in via pressoché esclusiva nei giudizi monocratici di primo grado, ove l’attività in presenza è la regola. Non si hanno spazi sufficienti negli uffici per garantire efficacemente il distanziamento sociale, neppure per l’espletamento delle attività connesse alla celebrazione dell’udienza, come in quelle d’indagine e redazione delle sentenze. E, tutto questo, senza alcuna tutela della malattia.

Essendo compensati con un misero gettone di presenza, mai modificato da quasi vent’anni, se non in peius nel 2008, a questa categoria di lavoratori dello Stato non spetta alcun riconoscimento economico in caso d’incolpevole assenza, neppure per malattia. L’inadeguatezza degli Uffici del Giudice di Pace, poi, privi di qualsivoglia informatizzazione, ha portato alla chiusura tout court da parte di alcuni Presidenti di Tribunale, con azzeramento dei compensi del comparto magistratuale. Ciò nondimeno i Magistrati Onorari trattano e definiscono oltre il 50% del carico civile e penale degli Uffici giudiziari. Anche l’80% di quello di primo grado nel settore penale.

Ora, in Commissione Giustizia al Senato, la Sua componente di maggioranza ha depositato un PDL che, ricalcando pedissequamente l’impianto del D.lgs. 116/17 in fase di apparente rivisitazione, mantiene questi Servi di Stato in una condizione ripugnante, termine usato dalla Sua forza di coalizione al Governo per definire l’identica condizione in cui sono tenuti i cd “riders”. Risulta ancor più ripugnante, Signor Ministro, laddove sia lo Stato a riservare un identico disumano trattamento a chi amministra Giustizia, uno dei settori portanti di qualsivoglia democrazia moderna, unitamente a Sanità e Istruzione. Rimane assolutamente assente la tutela assistenziale, essendo prevista un’indennità impropriamente definita “fisso” – d’incerta introduzione nel quando – poiché soggetta a decurtazioni e sospensioni anche e proprio in caso di assenza per malattia. Viene mantenuto un compenso a cottimo, senza alcuna indicizzazione del gettone di presenza, di fatto dimezzato, stante la prevista espansione del tempo di presenza in ufficio ad almeno 8 ore quotidiane per maturare il diritto a percepire gli attuali 98 euro lordi, l’equivalente di 9 euro netti all’ora! È stata garantita dal Suo Dicastero, Signor Ministro, la denuncia all’Antitrust di chi schiavizza i professionisti. E se è Via Arenula a schiavizzare 5000 Magistrati Onorari?

Le denunce susseguitesi negli anni, in Italia come in Europa, per questo status indegno, sempre inascoltate dagli esponenti ministeriali, c’impongono ora di rivolgerLe una formale richiesta di audizione, perché Lei ascolti dalle nostre voci la richiesta di un Suo convinto intervento a  favore di chi è quotidianamente esposto a scelte disumane: Signor Ministro, in assenza di tutele e costretti a presenziare in condizioni da legislazione lavoristica di fine ‘800, poiché pagati a cottimo, ci viene chiesto, di fatto, di scegliere se morire di Covid-19 o morire di fame.

La curva pandemica non accenna a diminuire e necessitiamo, ora più che mai, di garanzie, perché soggetti esposti e vulnerabili.

La Commissione Europea per le Petizioni, in persona della Presidente Montserrat, come deliberato lo scorso 10 novembre, Le invierà presto richiesta di conoscenza delle modalità e dei tempi con cui il Suo entourage intende dare applicazione ai dettami di cui alla sentenza UX nella causa C-658-18, al fine di garantire anche alla componente onoraria della Magistratura, i diritti propri spettanti ai Magistrati Europei, cui anch’essa appartiene, a garanzia dell’autonomia e indipendenza della funzione e, ci permettiamo di ricordare, previsti dagli articoli 1, 2, 3, 4, 10, 11, 35, 36, 37, 38, 97, 101, 104 e 111 della Carta Costituzionale.

Unendoci alla odierna istanza avanzataLe dall’ANM, Le chiediamo, quale Ministro della Giustizia e, dunque, interlocutore politico di tutto il comparto magistratuale, ordinario e onorario, di convocare una delegazione in rappresentanza della Magistratura Onoraria per ascoltare la nostra voce.

I Presidenti

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