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Conte: il mio piano per l’Italia del 2023. Nessun rimpasto. Io al Quirinale?

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AgenPress – “Il rimpasto  è una formula logora. Ho una squadra che sta lavorando con concentrazione ed efficienza e mi ritengo pienamente soddisfatto. E in ogni caso nessuna forza politica me lo ha chiesto”.

Così in un  intervista  alla Stampa’ il presidente del Consiglio Giuseppe Conte racconta il suo “piano per l’Italia del 2023. A dicembre la riforma del fisco”.

E soprattutto è il primo passaggio di un percorso riformatore di più ampio respiro” che passerà per la legge elettorale: “Ora dobbiamo accelerare sull’iter già avviato in Parlamento”. Dopo le Regionali, gli viene sottolineato, il Pd vuole pesare di più e Zingaretti reclama il Mes: “L’asse del governo è sempre stato l’interesse generale Mi sono dichiarato agnostico sul punto. Non accetto veti. Dobbiamo proseguire con un approccio pragmatico e valutare insieme se vi è un fabbisogno di risorse aggiuntive. In caso positivo esamineremo gli strumenti di finanziamento a disposizione, pubblicamente, coinvolgendo il Parlamento”.

“A me interessa dove sarà l`Italia nel 2023. Penso solo a questo. Non partecipo ad altri giochi, non concorro ad altri incarichi”, dice ancora  negando di avere il Quirinale tra i propri obiettivi politici. E sottolinea che “se riusciremo a rendere il Paese più veloce, più moderno, più verde, più digitale, se riusciremo a ridurre disuguaglianze e divari territoriali, potrò guardare con soddisfazione al lavoro svolto”.

Sono due gli argomenti che accompagnano l’alleanza giallorossa dal giorno zero: la legge elettorale e la modifica del decreto sicurezza. Sul primo, Pd e 5Stelle hanno votato il testo base il 10 settembre scorso (con LeU e Italia Viva astenuti): il Germanicum andrebbe a ricalcare il Rosatellum attuale, eliminando i collegi uninominali e alzando la soglia di sbarramento al 5 per cento. Per quanto riguarda la modifica del dl sicurezza, Conte rassicura: “C’è un testo condiviso, che affronta il tema senza cedere a slogan. L’argomento è molto delicato e in ballo c’è la sicurezza e la protezione di cittadini e migranti. Ci stiamo ritagliando il tempo tecnico per farlo esaminare dagli uffici e condividerlo nella versione finale”.

 Un altro tema sul quale il premier si dice “già al lavoro” è quello della riforma fiscale. “Il nostro obiettivo è arrivare a un sistema più equo ed efficiente. Da troppi anni su questo punto abbiamo ascoltato solo slogan, ora è il momento di agire”. Ad affiancarla ci sarà anche una modernizzazione del processo tributario, “che contribuisca a rendere il nostro Paese più attrattivo per gli investimenti. Dal 1° dicembre è già previsto un cashback – un rimborso – del 10% per spese fino a 3.000 euro effettuate con la carta. Poi ci sarà il super-cashback, o bonus Befana, di 3.000 annui per i 100mila cittadini che si affidano di più alla moneta elettronica”.

“Oggi il Financial Times ha dichiarato che l’Italia è riuscita a gestire l’emergenza Covid-19 meglio di altri Paesi europei”. Un riconoscimento di cui Conte si dice orgoglioso. “Dal canto nostro, posso garantire che abbiamo sempre fatto il massimo e agito in scienza e coscienza. Oggi la situazione in Italia è migliore rispetto ad altre zone del mondo. Chiedo ancora a tutti gli italiani di mantenere un atteggiamento prudente, anche se allo stato attuale escludo un altro lockdown su scala nazionale”.

Se da un lato l’emergenza non sembra ancora terminata, e l’ombra di una seconda ondata continua a tenere alto il livello di allerta, dall’altro l’esecutivo sta già guardando a come rilanciare l’economia del Paese. A chi accusa l’Italia di essere in ritardo con la presentazione dei progetti per il Recovery Fund, il premier risponde affermando che “stiamo rispettando perfettamente i tempi stabiliti dall’Unione Europea”. L’obiettivo è quello di garantire investimenti limpidi e con un controllo diffuso da parte della popolazione, per questa ragione il governo ha in programma di “offrire ai cittadini uno strumento per poter monitorare l’attuazione dei singoli progetti. Faremo in modo che i cittadini sappiamo che non sprecheremo nemmeno un centesimo di queste risorse”.

Un giudizio quello sul governo che passa “non dalle consultazioni regionali, ma da quanto riusciremo a realizzare nell’interesse degli italiani”. Il premier Giuseppe Conte, intervistato da La Stampa, si mostra tranquillo riguardo alla tenuta dell’esecutivo alla luce del risultato delle elezioni regionali. “Non mi sento di dire che questo voto premia o blinda il presidente del Consiglio. La stessa opinione l’avevo già espressa quando, alla vigilia delle urne, c’era già chi preannunciava una Caporetto”.

Il presidente del Consiglio torna anche a ribadire la piena fiducia nell’alleanza tra i due partiti di maggioranza, ritenendo “irragionevole rinunciare a valorizzare l’esperienza che stiamo consolidando anche a livello locale. Resto convinto che questa sia la strada giusta: il nostro Paese ha bisogno di costruire e non di dividere”.

 Se le regionali si sono rivelate un duro scoglio, sul fronte del referendum Conte, che si era pubblicamente schierato per il sì, porta a casa una vittoria schiacciante. “Si tratta di una riforma storica e il merito va dato senza dubbio al M5S. Non è un voto contro qualcuno, ma un voto per rendere più efficiente il sistema istituzionale. E poi non sono convinto, come profetizzato da qualcuno, che possa influire in maniera negativa sulla rappresentativita del Parlamento”. Il presidente del Consiglio ha inoltre elogiato l’ampia partecipazione dei cittadini al voto, definendola “un segno di vitalità della nostra democrazia, tanto più in tempo di Covid”.

 

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