Contratto: sforzi e risparmi in fumo. Il SIM Carabinieri chiede interventi

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AgenPress. In questo periodo storico, in cui tutte le attenzioni erano dapprima rivolte al Covid ed oggi al conflitto tra Russia ed Ucraina, non si parla più delle problematiche relative alla sicurezza dei cittadini e, soprattutto, dei Carabinieri che ne sono i garanti.

Il caro vita che cresce in modo esponenziale a causa dell’aumento delle materie prime, delle spese di trasporto e dei carburanti sta davvero mettendo in ginocchio una popolazione, ma ancor più i Carabinieri che vedono andare in fumo, con tutti gli interessi, l’ultimo contratto, i cui arretrati restano ad oggi un mistero.

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Giungono segnalazioni da più parti di colleghi che non riescono più a fare la spesa o rifornimento per recarsi a lavoro. E qualcuno parla ancora di “riposo psicofisico e sport“! A conferma di quanto detto, viene emessa la nuova restringente normativa sui sussidi, resasi obbligatoria per sostenere i ristori Covid, che stigmatizza chiaramente quanto una spesa improvvisa nel budget familiare di un Carabiniere possa metterlo k.o.

Cosa fare quindi? Cosa suggeriamo noi del SIM Carabinieri?

In via prioritaria, per far fronte all’aumento dei carburanti, prevedere in tempi rapidissimi l’avvicinamento del Carabiniere alla residenza anagrafica o, in alternativa, favorire l’occupazione di alloggi di servizio e l’aumento delle cosi dette “navette”, oggi prerogativa dei soliti comandi e comandanti. Predisporre una circolare che abbia effetto immediato al fine di favorire i colleghi che, potendo viaggiare insieme, possano risparmiare sulle spese di carburante.

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Inviare i Capi di Stato Maggiore presso tutte le società e compagnie che garantiscono i trasporti per attivare delle convenzioni, come ad esempio con Ferrovie dello Stato o “Caronte & Tourist” per i traghetti che collegano la Sicilia con la Calabria.

È prioritario adesso che l’Arma corra immediatamente ai ripari e trovi soluzioni atte a garantire la serenità lavorativa dei propri militari, perché un Carabiniere in difficoltà è un Carabiniere che non rende, ed anche quando opera è sempre a rischio se la sua mente è gravata dalla ricerca di soluzioni ai problemi familiari.

Per fare tutto ciò serve maggior compenetrazione nelle problematiche altrui, sforzandosi di immaginare come sarebbe la vita senza alloggi di servizio, posti macchina garantiti e benefits di vario genere.

Il SIM Carabinieri non può più tacere su queste problematiche: non sarebbe corretto nei confronti di chi crede in un sindacato degno di essere chiamato tale.

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