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Cop26, inizia a Glasgow la conferenza sul clima. Alok Sharma: rappresenta “l’ultima e la migliore speranza”

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AgenPress – Si è aperta la conferenza Cop26 a Glasgow, in Scozia, che dà il via a due settimane di negoziati diplomatici tra oltre 200 Paesi, incentrati su come contrastare il riscaldamento globale. Un minuto di silenzio è stato osservato per le persone morte a causa del Covid-19 nel mondo.

Dal Nepal a Bermuda, fino al Madagascar, “dove secondo molti si sta verificando la prima carestia indotta dal cambiamento climatico della storia”, gli effetti del “peggioramento del clima della terra sono visibili ovunque nel mondo”.

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La COP26 è la ventiseiesima Conferenza delle Parti, ovvero una conferenza attraverso la quale l’ONU riunisce tutti i Paesi della terra – o quasi – per tenere un vertice globale dedicato alla questione climatica.

La COP26, più nello specifico, si concretizzerà in 12 giorni di lavoro con sede a Glasgow. Il Regno Unito assumerà infatti la Presidenza della COP26 in partenariato con l’Italia.

Durante questi giorni, i Paesi convocati sono chiamati a migliorare – e di parecchio – quanto già fatto durante la COP21 di Parigi. Già da qui si può intuire che, per capire cos’è la COP26, è indispensabile ripassare la storia delle COP.

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Quello di Glasgow sarà come visto il 26° vertice globale dedicato alla questione climatica. Il primo vertice ONU sul clima si tenne nel 1995 a Berlino. Durante le prime due Conferenze delle Parti, va detto, gli impegni presi dai Paesi furono minimali. Solo a partire dal terzo incontro, la COP3, si fece un reale passo in avanti, con l’adozione del Protocollo di Kyoto, che entrerà in vigore nel 2005, Da Kyoto in poi le varie COP fecero ben pochi passi avanti.

La Cop26 rappresenta “l’ultima e la migliore speranza” per limitare l’aumento delle temperature a +1,5 gradi,  ha detto il suo presidente, Alok Sharma, aprendo i lavori del vertice nella cerimonia odierna di passaggio di consegne formale dalla presidenza cilena a quella britannica.

Durante la pandemia, ha osservato, “i cambiamenti climatici non sono andati in vacanza. Tutti i valori hanno oltrepassato i limiti, sono nella zona rossa”. 

Sharma, che è anche ministro di Stato presso l’Ufficio di Gabinetto britannico, ha detto che in Scozia “il sistema del multilateralismo internazionale può e deve farcela”. La strada, ha evidenziato il presidente, “la conosciamo: è quella tracciata dagli accordi di Parigi che abbiamo stipulato nel 2015”. 

L’ultima conferenza Onu sul clima risale alla fine del 2019. Sono oltre 190 i leader mondiali attesi in Scozia per l’appuntamento. A essi si uniranno decine di migliaia di negoziatori, rappresentanti di governo, imprese e cittadini per dodici giorni di trattative. La maggior parte degli esperti è concorde nel sottolineare il carattere straordinario e urgente della COP26. L’obiettivo è limitare l’aumento delle temperature a 1,5 gradi.

Il premier britannico, Boris Johnson, chiederà “azioni ambiziose sul clima” ma è molto ansioso per l’esito dell’appuntamento: ad alcuni studiosi invitati a Downing Street ha confidato che sarà un vertice “difficile molto difficile” e che è “molto preoccupato perché potrebbe essere un fallimento”.

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