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Corea. Kim vieta jeans attillati e film stranieri. Rischio campi lavoro o pena di morte

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AgenPress –  La Corea del Nord ha lanciato una guerra a slang, jeans attillati, tagli di capelli e film stranieri, soprattutto le soap opera sudcoreane, attraverso una nuova legge varata di recente per neutralizzare le minacce del “pensiero reazionario”. Lo stesso Kim Jong-un ha scritto lo scorso mese una lettera alla Lega della gioventù, riportata dal Rodong Sinmun, allo scopo di reprimere “comportamenti sgradevoli, individualisti e antisocialisti” tra i giovani per fermare il linguaggio straniero, le acconciature e i vestiti che ha descritto come “pericolosi” e veleni” per la tenuta della società. Kim ha messo al bando i jeans attillati e pratiche, come il piercing, ritenuti simboli dello “stile di vita capitalista”: è necessario quindi fare di più per impedire alla “cultura capitalista” di conquistare il Paese, è stato il suo monito.

Tutti i cittadini che saranno sorpresi in possesso di video originari della Corea del Sud, degli Stati Uniti o del Giappone rischiano la pena di morte. Coloro che saranno colti in flagrante a guardare uno di questi video rischiano invece il campo di prigionia per 15 anni, spiega la Bbc.   Ma il leader nordcoreano Kim Jong Un è andato oltre e di recente, ha scritto una lettera sui media statali chiedendo alla Lega della gioventù del paese di reprimere “comportamenti sgradevoli, individualisti e antisocialisti” tra i giovani.

Kim, secondo quanto spiegato, vorrebbe fermare l’eventuale diffusione dello slang straniero, le acconciature e i vestiti alla moda all’estero che ha descritto come “veleni pericolosi”. Il Daily NK, una pubblicazione online di Seoul con fonti in Corea del Nord, ha riferito che tre adolescenti sono stati mandati in un campo di rieducazione per essersi tagliati i capelli come gli idoli del K-pop e aver orlato i pantaloni sopra le caviglie.

Negli ultimi mesi, le autorità nordcoreane hanno intensificato gli sforzi per arrestare le persone coinvolte in tali atti, sottolineando l’importanza di “segnalare comportamenti illegali” da parte dei comuni cittadini. Le autorità hanno recentemente creato un intero elenco di azioni che dovrebbero essere segnalate, compreso l’accesso o la distribuzione segreta di materiale estraneo tramite radio portatili o computer e la visione, l’ascolto, la copia o la distribuzione di “materiale o registrazioni insoliti, decadenti o impuri”.  

La piena forza della legge è stata messa in mostra ad aprile, quando le autorità hanno giustiziato pubblicamente un uomo che viveva a Wonsan (provincia di Gangwon) per aver venduto illegalmente CD e USB con film, drammi e video musicali sudcoreani. Una fonte citata dal Daily NK all’interno del paese ha affermato che l’uomo è stato catturato dalla figlia del suo  leader inminban  (unità popolare) mentre vendeva segretamente dispositivi di archiviazione carichi di contenuti sudcoreani. Il 25 aprile, circa quaranta giorni dopo il suo arresto, fu fucilato pubblicamente davanti a una folla di cinquecento persone. 

Anche i minori non sono esentati dal processo ai sensi di questa legge. In effetti, alcune fonti nordcoreane affermano che la legge è rivolta principalmente ai giovani, poiché sono i più suscettibili di essere influenzati dalla cultura straniera, in particolare sudcoreana. All’inizio di questo mese, il Daily NK ha riferito che sei studenti di Nampo sono stati arrestati e condannati alla prigione per aver guardato di nascosto contenuti sudcoreani. Gli imputati erano due liceali del terzo anno e quattro ragazze del liceo del secondo. Gli studenti sono stati accusati di aver visto oltre 120 drammi e di averli diffusi tra i loro compagni di classe. Di conseguenza, sono stati condannati a cinque anni in un campo di rieducazione. 

 

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