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Coronavirus, Filippi (segr. Fp Cgil medici): “Medici no vax? Netta minoranza”

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AgenPress. Andrea Filippi, segr. naz. Fp cgil medici, è stato ospite del programma “L’imprenditore e gli altri” condotto da Stefano Bandecchi, su Cusano Italia Tv (canale 264 dtt).

Sugli operatori sanitari che rifiutano il vaccino. “Io preferisco parlare del 90% degli operatori sanitari che ha accettato la vaccinazione e si considera privilegiata per aver avuto la possibilità di vaccinarsi subito –ha affermato Filippi-. Va sottolineato l’enorme impegno di tutti i sanitari nel salvare la vita delle persone in questo anno terribile. Poi ci sono le contraddizioni di una parte minoritaria degli operatori sanitari che sicuramente vanno affrontate”.

Sul piano vaccinale del gen. Figliuolo. “E’ un piano vaccinale che sicuramente dà fiducia, io non ho dubbi che riuscirà, il problema sono i tempi, gli ostacoli che incontreremo, come quello della vicenda Astrazeneca, ostacoli inaspettati, per certi versi anche fisiologici in un evento mai vissuto prima. Ci sono delle cose che possono essere ricondotti ad eventi fisiologici, anche se a numeri bassissimi, e che possono ritardare il piano vaccinale del generale Figliuolo. Oltre ai vaccini, il problema è riuscire ad organizzare luoghi, tempi ed operatori che facciano i vaccini e su questo ci siamo mossi tutti in ritardo”.

Sui medici specializzandi. “I medici specializzandi sono stati maltrattati. Il problema parte da lontano, con i tagli fatti al personale, a partire dal 2010, quando al governo c’era qualche rappresentante dell’attuale esecutivo e fu tagliato il fondo sanitario nazionale, smantellata la sanità territoriale, smantellato qualsiasi servizio che potesse servire a contenere anche qualche esigenza pandemica. In quegli anni furono drammaticamente ridotti i contratti per la formazione specialistica, fu drammaticamente ridotto l’imbuto formativo nell’accesso alla facoltà di medicina. E’ chiaro che di fronte ad una pandemia, dopo aver smantellato il servizio sanitario nazionale, qualcuno si è posto il problema di dover mettere delle toppe. Ultimamente è stato investito molto, ma tutto in termini transitori, sono stati assunti solo medici precari, i medici aggiunti per somministrare i vaccini sono dei somministrati delle agenzie di somministrazione, neanche dei precari, non hanno un rapporto diretto con il SSN, sono persone che perderanno il lavoro non appena l’emergenza sarà finita.

 

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