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Coronavirus: l’arte dello Chef, intervista ad Alessandro Dentone

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Agenpress. Intervista ad Alessando Dentone presidente dell’associazione cuochi Genova e Tigullio aderente alla Federazione Italiana Cuochi.

1) Che ruoli ricopre Lei nel mondo della ristorazione?

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Ho due società che operano nella ristorazione. La prima si chiama Ad food Experience e gestisce i Bistrot all’interno della catena di supermercati Basko abbiamo quattro punti vendita di cui tre in Liguria ed uno in Piemonte per un totale di 26 addetti. La seconda società che gestisco assieme ad altri soci si chiama AD food catering e principalmente si occupa di catering, banqueting ed eventi, gestiamo la ristorazione di Villa Riviera piccolo boutique Hotel di Lusso con sei suite nel Tigullio, siamo catering ufficiale del Genoa CFC per la nuova area lunghe e sky box allo stadio Luigi Ferraris e poi la normale attività di matrimoni ed eventi.

2) Che ne pensa della gestione delle Istituzioni su questa emergenza sanitaria Covid-19,  sia livello Regionale e sia a livello Nazionale?

Non essendo un medico e non appartenendo alla cosiddetta comunità scientifica, mi sento di dare un mio modesto parere penso che questa chiusura e restrizione abbia però portato almeno una frenata dei contagi, la mia Regione di residenza la Liguria mi pare che abbia lavorato bene e che i numeri siano abbastanza limitati nonostante le regioni confinanti che hanno pagato prezzi più elevati di contagio.

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A livello nazionale invece mi pare che qualcosa andrà storto non tanto per il contagio ma per la grande crisi economica che ci investirà e di cui mi pare il nostro governo abbia preso poco in considerazione, ad oggi le imprese non hanno ricevuto 1€ e sono passati più di 40 giorni e in altri paesi europei ci sono già stati aiuti concreti.

3) Lei in questo momento sta lavorando? Ci spiega in che modo?

Io sto lavorando mi occupo della preparazione di una cinquantina di pasti d’asporto per gli uffici del gruppo sogegross e per i loro laboratori, mentre i miei dipendenti sono tutti in cassa integrazione. Quasi in solitario e cerco di mantenere le distanze e utilizzo la mascherina ed i guanti.

4) Come ha tutelato i suoi dipendenti? percepiscono gli stipendi?

Come dicevo prima ho messo tutti i dipendenti in cassa integrazione e non ho scalato alcun giorno di ferie anche se avrei potuto farlo, ma mi sembrava giusto non “bruciare” tutte le ferie perché anche se non si potrà andare a fare grandi vacanze, mi sembrava di privare i miei collaboratori di una certa libertà……

5) Lei ritiene possibile una rapida riapertura dei ristoranti?

Penso che una riapertura inevitabilmente ci sarà, dire quando ad oggi sembra quasi fare una profezia, in che modo diciamo che ogni giorno si sentono migliaia di ipotesi, notizie, direi che una soluzione sarà quella delle misure di distanziamento che abbiamo utilizzato negli ultimi giorni di apertura, di sicuro parlando con colleghi ed altri operatori del comparto non si vuole trasformare ristoranti e bar in ospedali o ambulatori, la ristorazione ed andare al ristorante è un piacere ed un’esperienza sensoriale non si può trasformare in paura……

6) Se sì con quali modalità?

In una situazione di ristorazione come ad esempio i miei bistrot essendo self service e avendo spazi abbastanza grandi riusciremo a far rispettare le distanze, però parliamo anche di un pranzo per la pausa di lavoro e quindi con una spesa molto contenuta, mentre per attività diverse quindi di ristorazione classica non posso pensare come dicevo ad andare a cena in piccoli “ambulatori”.

Io sto sviluppando molto e potenziando il delivery che già stiamo facendo con i bistrot di Basko, dalla settimana prossima attiveremo un sito web per poter fare le ordinazioni e ricevere il pasto in ufficio o piccole fabbriche, è  una richiesta che abbiamo avuto anche dai nostri clienti che sono quasi 1000 al giorno.

Certo dovremo vedere come tutto ciò si ripercuoterà sull’occupazione e dovremo decidere cosa fare e come impiegare tutto il personale anche perché inevitabilmente almeno all’inizio i numeri caleranno……certo che però prima o poi torneremo alla normalità tutto non potrà rimanere così per sempre!

7) I lavoratori nel mondo della ristorazione, e non solo, come andrebbero tutelati?

Il mondo della ristorazione e degli eventi rappresenta una fetta importante di PIL e sopratutto impiega milioni di persone e purtroppo ci siamo accorti di essere stati un po’ presi poco in considerazione e quindi piano piano si stanno formando movimenti ed organizzazioni che cercano di far sentire la voce di questo comparto che se non sarà aiutato rischierà di lasciare sul campo migliaia e forse milioni di disoccupati.

Penso che se le condizioni per la riapertura non dovessero essere chiare e rassicuranti è meglio aspettare ad aprire,naturalmente con le dovute coperture economiche e i rispettivi ammortizzatori sociali.

Purtroppo ad oggi ci viene solo detto che forse avremo degli aiuti economici passando per le banche e quindi andare a creare altri debiti, la ristorazione dalla più piccola alla più grande si regge sui flussi di cassa che giornalmente sono destinati a ripagare qualcosa, quindi non avendo aiuti e flussi di cassa mancanti da oltre 40 giorni chissà in quanti non riusciranno neanche a riaprire……

Concludo dicendo che abbiamo bisogno di essere ascoltati ed aiutati, in fondo la sanità pubblica è garantita dallo Stato e le attività sono state chiuse per decreto e non per volontà, certo non vorrei passare per uno che se ne frega della salute anzi diciamo che come si dice adesso ma bisognava dirlo anche anche prima la salute deve essere messa davanti a tutto, però non vorrei che un giorno questo paese fosse ricordato per essere stato il primo a ricorrere alla chiusura di tutto per evitare i contagi e l’ultimo a ripartire e siccome ad arrivare ultimi a volte siamo bravi…… e poi cosa dice l’articolo 1 della costituzione:

L’ Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro………..sperando di non perderlo!!!!!!!!

Gina Zaminga 

 

 

 

 

 

 

 

  • Penso che una riapertura inevitabilmente ci sarà, dire quando ad oggi sembra quasi fare una profezia, in che modo diciamo che ogni giorno si sentono migliaia di ipotesi, notizie, direi che una soluzione sarà quella delle misure di distanziamento che abbiamo utilizzato negli ultimi giorni di apertura, di sicuro parlando con colleghi ed altri operatori del comparto non si vuole trasformare ristoranti e bar in ospedali o ambulatori, la ristorazione ed andare al ristorante è un piacere ed un’esperienza sensoriale non si può trasformare in paura……
  • Inoltre penso che in una situazione di ristorazione come ad esempio i miei bistrot essendo self service e avendo spazi abbastanza grandi riusciremo a far rispettare le distanze, però parliamo anche di un pranzo per la pausa di lavoro e quindi con una spesa molto contenuta, mentre per attività diverse quindi di ristorazione classica non posso pensare come dicevo ad andare a cena in piccoli “ambulatori”.

Io sto sviluppando molto e potenziando il delivery che già stiamo facendo con i bistrot di Basko, dalla settimana prossima attiveremo un sito web per poter fare le ordinazioni e ricevere il pasto in ufficio o piccole fabbriche, è  una richiesta che abbiamo avuto anche dai nostri clienti che sono quasi 1000 al giorno.

Certo dovremo vedere come tutto ciò si ripercuoterà sull’occupazione e dovremo decidere cosa fare e come impiegare tutto il personale anche perché inevitabilmente almeno all’inizio i numeri caleranno……certo che però prima o poi torneremo alla normalità tutto non potrà rimanere così per sempre!

 

  • Il mondo della ristorazione e degli eventi rappresenta una fetta importante di PIL e sopratutto impiega milioni di persone e purtroppo ci siamo accorti di essere stati un po’ presi poco in considerazione e quindi piano piano si stanno formando movimenti ed organizzazioni che cercano di far sentire la voce di questo comparto che se non sarà aiutato rischierà di lasciare sul campo migliaia e forse milioni di disoccupati.

Penso che se le condizioni per la riapertura non dovessero essere chiare e rassicuranti è meglio aspettare ad aprire,naturalmente con le dovute coperture economiche e i rispettivi ammortizzatori sociali.

Purtroppo ad oggi ci viene solo detto che forse avremo degli aiuti economici passando per le banche e quindi andare a creare altri debiti, la ristorazione dalla più piccola alla più grande si regge sui flussi di cassa che giornalmente sono destinati a ripagare qualcosa, quindi non avendo aiuti e flussi di cassa mancanti da oltre 40 giorni chissà in quanti non riusciranno neanche a riaprire……

Concludo dicendo che abbiamo bisogno di essere ascoltati ed aiutati, in fondo la sanità pubblica è garantita dallo Stato e le attività sono state chiuse per decreto e non per volontà, certo non vorrei passare per uno che se ne frega della salute anzi diciamo che come si dice adesso ma bisognava dirlo anche anche prima la salute deve essere messa davanti a tutto, però non vorrei che un giorno questo paese fosse ricordato per essere stato il primo a ricorrere alla chiusura di tutto per evitare i contagi e l’ultimo a ripartire e siccome ad arrivare ultimi a volte siamo bravi…… e poi cosa dice l’articolo 1 della costituzione:

L’ Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro………..sperando di non perderlo!!!!!!!!

 

Gina Zaminga

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