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Coronavirus. Rezza, siamo ancora in fase 1. Calo morti sarà ultimo effetto delle misure

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Agenpress  – “Siamo ancora in fase uno, non c’è dubbio. Segnali positivi ci sono ma il numero dei morti è ancora elevato perché è da attribuire a contagi precedenti. I numeri diminuiscono lentamente perché si riferiscono ai contagi”. E’ la precisazione di Giovanni Rezza dell’Istituto superiore di sanità e componente del Comitato tecnico-scientifico nella conferenza stampa alla Protezione civile.

“Il tempo che passa tra il momento del contagio e il momento della notifica dei dati, cioè oggi, può essere anche di 20 giorni, per cui se si legge che ‘oggi ci sono 300 nuovi contagi’, sono in realtà nuovi casi, quindi che hanno acquisito le infezioni 20 giorni fa”, ha aggiunto Rezza.

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“Quello che si vede oggi è qualcosa che in termini di contagi è attribuibile a giorni fa, questo è importante per capire bene il senso dei dati”.

“Quando potremo vedere gli effetti delle misure di contenimento anche sui decessi? Credo sia l’ultimo indicatore a diminuire perché il tempo che intercorre tra contagi e decessi è il più lungo, purtroppo è l’ultimo degli indicatori che vedremo deflettere”, ha detto ancora. “Sicuramente c’è stata una diminuzione, ma prima vedremo diminuire i casi e poi i decessi. Ecco perché dobbiamo consolidare i dati e resistere”.

Riguardo alla ripresa del campionato di calcio “se dovessi dare un parere tecnico non lo darei favorevole e credo che il Comitato tecnico scientifico sia d’accordo. Poi sarà la politica a decidere”.

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Rezza ha parlato anche del vaccino che sta per essere sperimentato a fine aprile in Inghilterra i test accelerati sull’uomo – su 550 volontari sani – del vaccino messo a punto dall’azienda Advent-Irbm di Pomezia insieme con lo Jenner Institute della Oxford University.

“È un candidato promettente”. Si tratta di “un vaccino vettoriale cioè ha un vettore che non replica nell’uomo, è scimmia, che esprime la proteina di superficie del coronavirus, che è prodotto da Oxford. Quindi è un vaccino che usa una piattaforma già usata per ebola. Il vantaggio sarebbe di poter accelerare ulteriormente i tempi magari comprimendo le fasi”.

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