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Coronavirus, Roscioli (Federalberghi): “Nelle grandi città 95% di fatturato in meno per gli alberghi. A Roma 60 alberghi aperti su 1200”

AgenPress. Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma e vicepresidente vicario di Federalberghi, è stato ospite del programma “Limprenditore e gli altri” condotto dal fondatore dell’Unicusano Stefano Bandecchi su Cusano Italia Tv (canale 264 dtt).

“Ci sono realtà territoriali che hanno il 95% del fatturato in meno, mi riferisco soprattutto a città come Roma, Milano e Torino. Poi ci sono altre realtà che sono riuscite a contenere le perdite fino al 50%. Il crollo delle presenze turistiche straniere è stato del 98%, potete immaginare cosa può comportare questo nelle grandi città.

A Roma su 1200 alberghi in questo momento ce ne sono 60 aperti e quei 60 hanno in media 10-12 camere occupate. Non sappiamo quando potrà migliorare la situazione, gennaio, febbraio e marzo non danno indicazioni positive. La maggior parte degli alberghi chiusi adesso non riapriranno fino a marzo del prossimo anno. Sfido a trovare delle aziende che dal marzo 2020 abbiano fatturato zero. Ristoranti, negozi qualcosa hanno fatturato, mentre gli alberghi no, ma questa sensibilità da parte del governo pare non ci sia.

Aiuti in base al reddito? Il pil del turismo è del 13%, facendo questo conteggio esce fuori una somma di molto superiore rispetto a quanto è stato stanziato per il turismo. Finora sono stati stanziati 3 miliardi per il turismo, di cui buona parte sono stati stanziati per il bonus vacanze che è un bonus per il cliente non per gli alberghi. Hanno dato il credito d’imposta del 60% per gli affitti, un albergo che ha fatturato zero come fa a pagare il 40% dell’affitto? Quando terminerà la cassa integrazione credo che purtroppo ci saranno molti licenziamenti, il nostro settore è quello che ha una previsione di ripresa più lunga. Secondo le previsioni, si tornerà forse nel 2024 al fatturato del 2019.

Questo è dovuto anche al fatto che anche negli altri Paesi una buona parte della popolazione si è impoverita, quindi ci vorrà più tempo prima che i turisti possano tornare in massa in Italia. Siamo tutti convinti che il turismo riprenderà, allora abbiamo chiesto al governo di applicare il 110% del superbonus anche al settore alberghiero, in modo da potersi mettere in sesto per affrontare il nuovo mercato che verrà.

Inoltre, non servono gli interventi a pioggia tipo i ristori, serve un prolungamento della cig sulla base dell’andamento del settore del turismo per evitare i licenziamenti. Infine, i prestiti con la garanzia del governo devono essere prolungati a 10 anni con pre-ammortamento di 4, altrimenti non ce la faremo a restituirli”.

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