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Coronavirus. Virologa Yan: “creato in laboratorio. Oms collabora con Partito Comunista Cinese””

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AgenPress – Già qualche giorno fa la dottoressa Li-Meng Yan, in una intervista a Fox News aveva accusato il governo di Pechino di essere a conoscenza della trasmissione da uomo a uomo molti giorni prima rispetto a quanto dichiarato.

“Se ne avessi parlato in Cina, mi avrebbero imprigionato o forse peggio”, aveva chiarito spiegando il motivo che l’ha costretta ad abbandonare la sua vecchia vita per approdare negli Stati Uniti. “Sono venuta qui per raccontare la verità su come il Covid-19 è riuscito a espandersi nel mondo”.

“Sapevo di essere in pericolo. Mio marito lavorava con me nel laboratorio. Quando gli ho chiesto di seguirmi, non ne ha voluto sapere. Era spaventato dalle ritorsioni del governo: diceva che ci avrebbero ucciso per colpa mia”. All’arrivo a Los Angeles, la donna è stata interrogata e dopo aver spiegato i motivi del suo viaggio, ha chiesto protezione ai servizi segreti americani.

“Poche ore dopo la mia partenza, la polizia è piombata a casa mia. Hanno messo a soqquadro l’appartamento in cerca di prove, hanno interrogato la mia famiglia e hanno cancellato il mio account lavorativo”. Nei mesi successivi, la dottoressa è stata anche vittima di cyber attacchi: su Facebook sono comparsi profili a suo nome in cui veniva etichettata come affetta da disturbi mentali.

La ricercatrice aveva spiegato di essere stata la prima persona ad aver investigato sul Covid-19: “Il 31 dicembre, dopo aver identificato un virus simile alla Sars a Wuhan, mi è stato chiesto di effettuare delle ricerche in segreto. Un mio amico che lavora al Cdc mi disse di aver individuato sintomi simili in altre persone, anche se il governo cinese aveva escluso la trasmissione tra esseri umani“.

La dottoressa aveva raccontato di come molti suoi colleghi fossero spaventati all’idea di fare domande. Sul suo telefono si leggono frasi come “questi argomenti sono troppo delicati” o “dobbiamo stare attenti”. “Il contagio a Wuhan stava crescendo in fretta, così una volta terminate le ricerche ho fatto rapporto al mio capo dipartimento, il dottor Leo Poon. Lui mi ha chiesto di non dire nulla e di essere prudente“.

Oggi in una intervista a Maria Luisa Rossi Hawkins (Mediaset)  promette di rivelare le prove che confermerebbero la sua teoria: “Presto pubblicherò un altro rapporto, oltre a quello che ho già diffuso. Conterrà molti dettagli specifici su come sia stato sviluppato il virus e su chi era in possesso delle sostanze utilizzate. A quel punto tutti potranno vedere che ho ragione”.

“Non ci troviamo davanti a un virus naturale, ma a un patogeno artificiale rilasciato da un laboratorio. Nessuno sta dicendo la verità: anche l’Oms collabora con il Partito Comunista Cinese”.

 

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