Cos’è il posizionamento SEO di un sito e come migliorarlo

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AgenPress. Se hai un ecommerce, un blog o un sito istituzionale, sicuramente avrai sentito parlare di posizionamento SEO, in relazione alla posizione in cui Google decide di proporre un sito a seguito di una ricerca effettuata dagli utenti. Ma quali criteri segue il motore di ricerca per decidere la posizione di un risultato di ricerca e perché è fondamentale cercare di migliorarla in modo di comparire più in alto possibile nella pagina dei risultati? E soprattutto, quali sono le tecniche e le azioni da fare per ottenere questo scopo?

Procediamo per punti e vediamo quali vantaggi derivano da un buon posizionamento, quali sono i fattori che Google tiene in considerazione per posizionare ciascun sito e dove andare a intervenire per cercare di avvicinarsi alla prima posizione.

Posizionamento organico: cos’è e perché è fondamentale

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Quando si parla di posizionamento SEO, ci si riferisce in particolare al posizionamento organico, ovvero quello riferito all’ordine dei siti presenti nella pagina dei risultati di ricerca a esclusione degli annunci a pagamento, chiaramente segnalati dal disclaimer “Annuncio” da cui sono accompagnati. A differenza dei risultati a pagamento, nel caso del posizionamento organico è il motore di ricerca a disporre l’ordine dei siti pertinenti alla query (ovvero alla stringa di ricerca inserita dall’utente), nell’ordine stabilito dai suoi algoritmi, sulla base di tutta una serie di fattori che vedremo in dettaglio nel prossimo paragrafo.

Se a questo punto non hai ancora ben chiaro perché dovresti cercare di migliorare il più possibile il posizionamento del tuo sito, ti facciamo una semplice domanda: quante volte, cercando un’informazione, una ricetta o un prodotto su Google, ti sei ritrovato a scorrere i risultati fino alla seconda, terza o decima pagina? Esatto: probabilmente, nessuna. La sola presenza online ormai, in un mondo digitale estremamente vario e competitivo, non è più sufficiente: è assolutamente necessario ottimizzare il proprio sito e tutti i suoi contenuti in modo che si posizioni almeno in prima pagina, idealmente il più in alto possibile. In questo modo, come è facile intuire, molti più utenti visualizzeranno il tuo sito, lo visiteranno e, se è il caso, arriveranno alla conversione finalizzando un acquisto, la lettura di un contenuto o l’inserimento di dati necessari alla richiesta di informazioni.

Quali fattori considera Google per posizionare un sito

Capire e saper valutare i fattori di ranking utilizzati da Google è un’impresa non da poco, che richiede competenze solide e un costante aggiornamento, dal momento che l’algoritmo viene modificato di continuo, a volte anche in modo sostanziale. In questo campo, meglio affidarsi a un’agenzia o a un professionista SEO Milano: cercare di fare da soli potrebbe comportare un enorme dispendio di energie, tempo e denaro a fronte di scarsi risultati, o addirittura causare danni in termini di fruibilità del sito o di traffico, che potrebbero rivelarsi molto difficili da sistemare.

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Partiamo da una necessaria premessa: a nessuno è dato sapere come funzionano esattamente gli algoritmi dei motori di ricerca, inclusi quelli di Google. Questi, infatti, si basano su una enorme serie di fattori; a ciascun fattore viene attribuito un valore che, combinato con gli altri, stabilisce la posizione in cui proporre quel determinato sito web per quella determinata ricerca. In linea generale, Google premia i siti che danno reale valore agli utenti, in termini di pertinenza dei contenuti rispetto alla query di partenza ed esperienza utente.

Per quanto riguarda il primo punto, Google si basa in particolare sui contenuti presenti all’interno di un sito web, spesso composti a partire dalle ormai note “parole chiave” utilizzate dai SEO per ottimizzare i contenuti testuali di un sito web. Se fino a qualche anno fa questo si traduceva nella creazione di testi secondo l’equazione “una parola chiave = un contenuto”, approccio che risultava premiante in termini di posizionamento SEO, oggi l’attività di ottimizzazione per i motori di ricerca è profondamente cambiata. L’evoluzione degli algoritmi dei motori, infatti, si è ulteriormente incentrata sulla definizione del Search Intent, ovvero sull’intento retrostante a una determinata ricerca: questo fa sì che diverse parole chiave vengano spesso riunite sotto un unico Search Intent, in un’ottica più simile al ragionamento umano.

Dal punto di vista dell’esperienza utente, invece, alcuni dei ranking factor da non sottovalutare sono la velocità di caricamento (se la pagina impiega interminabili minuti per caricare è molto probabile che l’utente se ne vada, e Google lo sa!) e la responsività del design, ovvero quanto il sito risulta mobile-friendly: ormai, in alcuni settori, più della metà di tutte le ricerche web sono infatti effettuate da smartphone o tablet, motivo per cui è di fondamentale importanza che il layout del sito sia in grado di riconoscere le dimensioni dello schermo su cui viene correntemente visualizzato e adattarsi di conseguenza.

Quali sono i principali interventi di ottimizzazione

Si parla di ottimizzazione per i motori di ricerca, spesso abbreviato nell’acronimo inglese SEO, quando ci si riferisce a tutte quelle tecniche e attività che insieme concorrono a migliorare il posizionamento di un sito web. La SEO in realtà si divide ulteriormente in due rami specifici: la SEO on-page, ovvero quella che agisce direttamente sul sito e sui suoi contenuti, e la SEO off-page, che invece coinvolge soggetti esterni.

Alcuni degli interventi più importanti da eseguire, in entrambi gli ambiti, che possono aiutare in modo notevole il posizionamento, sono:

  1. Scegliere le giuste parole chiave. La “keyword research”, ovvero la ricerca delle parole chiave, è una delle fasi più importanti, preliminare alla creazione del sito e/o alla sua ottimizzazione. Una volta selezionate quelle pertinenti al business e con un buon volume di ricerca, esse devono essere integrate all’interno dei contenuti in modo naturale e scorrevole;
  2. Compilare correttamente tutti i metadati. Ogni pagina del sito ha i propri metadati, ovvero il titolo e la descrizione che compariranno nell’elenco dei risultati di ricerca (chiamati rispettivamente page title e meta description). È importante inserire nei metadati di ciascuna pagina le parole chiave più corrette per aiutare Google a catalogarla tra i risultati delle ricerche più pertinenti, e fornire all’utente una sintetica descrizione del contenuto che visualizzerà una volta cliccato il risultato di ricerca;
  3. Strutturare il sito in modo logico e ordinato. Occorre fare attenzione a costruire il sito in modo che la sua architettura sia pulita, logica e facile da seguire, sia per gli utenti che per il motore di ricerca;
  4. Ottimizzare le immagini. Come abbiamo detto, la velocità di caricamento è uno dei fattori considerati dall’algoritmo per la sua valutazione. È fondamentale quindi ottimizzare le immagini (che costituiscono spesso gli elementi più “pesanti” di una pagina web), in termini sia di formato che di dimensioni e risoluzione.
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