Covid. Omicron 5. Risale la pandemia

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AgenPress. Risale la pandemia anche grazie alle nuove varianti. E’ risalita all’8% – secondo gli ultimi dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) – la percentuale di posti nei reparti ospedalieri di ‘area non critica’ occupata da pazienti con Covid-19. Il valore era al 4% esattamente un anno fa.
E’ stabile invece al 2% l’occupazione delle terapie intensive, sempre nell’arco di 24 ore (un anno fa era anch’essa al 4%).
Nella settimana 15-21 giugno, secondo invece la Fonfazione Gimbe, l’incremento percentuale dei nuovi casi di Covid-19 si registra in tutte le Regioni: dal +31,3% della Valle D’Aosta al +91,5% del Friuli-Venezia Giulia.
In particolare il monitoraggio Agenas evidenzia che la percentuale di posti nei reparti ospedalieri di area medica, o ‘non critica’, occupata da parte di pazienti con Covid-19 cresce in 5 regioni: Friuli Venezia Giulia (9%), Molise (6%), Sardegna (7%), Toscana (6%), Umbria (18%). Mentre è stabile in 16 regioni o province autonome: Abruzzo (all’8%), Basilicata (11%), Calabria (15%), Campania (8%), Emilia Romagna (8%), Lazio (8%), Liguria (2%), Lombardia (6%), Marche (8%), Pa Bolzano (10%), Pa Trento (6%), Piemonte (4%), Puglia (8%), Sicilia (17%), Valle d’Aosta (13%) e Veneto (5%).
Nel contempo l’occupazione dei posti nelle terapie intensive cresce in Abruzzo (al 2%), Lazio (6%), Liguria (10%), Sardegna (4%)  e  mentre cala in Calabria (3%) e Pa Trento (0%).
E’ invece stabile in 13 regioni o province autonome: Campania (3%), Emilia Romagna (3%), Friuli Venezia Giulia (4%), Lombardia (1%), Marche (2%), Molise (5%), Piemonte (1%), Puglia (2%), Sicilia (3%), Toscana (2%), Umbria (1%), Valle d’Aosta (8%) e  Veneto (2%). In Basilicata (0%) e Pa Bolzano (0%) la variazione non è disponibile.
Avanza pertanto la sottovariante Omicron BA.5 a livello globale, evidenzia l’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo l’ultimo rapporto settimanale dell’Oms  sull’andamento della pandemia. Omicron 5 è stata ormai rilevata in 62 Paesi e in soli 7 giorni è passata dal 16% circa a quasi il 25%.
Cresce anche Omicron 4 (BA.4), segnalata in 58 Paesi, ma più lentamente: nell’ultima settimana monitorata dall’Oms è passata dal 6% circa a quasi il 9%. Perde invece terreno BA.2.12.1, presente in 69  Paesi.
La variante di preoccupazione (Voc) Omicron continua a essere quella  dominante a livello internazionale rappresentando quasi tutte le sequenze caricate sulla piattaforma  Gisaid tra il 17 maggio e il 17 giugno. Ma tra i ceppi Omicron, a  partire dalla settimana epidemiologica 6-12 giugno le quote di Omicron BA.2 e dei suoi sotto-lignaggi sono in calo, pur restando dominanti (36% circa Omicron 2).
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