Crolla la democrazia nel mondo. Dall’Afghanistan ai regimi autoritari della Cina, Egitto, Russia, Ruanda, Vietnam

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AgenPress – Secondo il Democracy Index 2021 dell’Economist Intelligence Unit, la percentuale della popolazione mondiale che vive in una sorta di democrazia è crollata l’anno scorso al 45,7% dal 49,4% dell’anno precedente.

Dei 167 territori esaminati, solo 21 sono stati ritenuti democrazie a pieno titolo, rappresentando il 6,4% della popolazione mondiale, mentre 53 rientravano nella categoria delle “democrazie imperfette”.

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In cima alla lista c’erano Norvegia, Nuova Zelanda e Finlandia, mentre il Regno Unito si è classificato al 18° posto. Gli Stati Uniti, a cui è stata assegnata una classificazione democratica errata, sono caduti di un posto al numero 26.

Afghanistan e Myanmar occupano gli ultimi due posti, appena sotto la Corea del Nord.

L’EIU ha affermato che i risultati hanno continuato a riflettere l’impatto negativo della pandemia di Covid-19. Citando misure come blocchi e restrizioni di viaggio, il rapporto afferma che la pandemia ha “determinato un ritiro senza precedenti delle libertà civili sia tra le democrazie sviluppate che i regimi autoritari”.

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Secondo questo studio  il Democracy Index 2021 è sceso da 5,37 nel 2020 a 5,28, il più grande calo annuale dal 2010. “I risultati riflettono l’impatto negativo della pandemia sulla democrazia e la libertà nel mondo per il secondo anno consecutivo, con la notevole estensione del potere statale e l’erosione delle libertà individuali”, secondo lo studio.

Nella categoria “regime ibrido” figurano in particolare Bangladesh, Senegal, Ucraina, Hong Kong, Tunisia, che hanno registrato uno dei cali maggiori. Tra i “regimi autoritari” si annoverano Algeria, Egitto, Russia, Ruanda, Vietnam, Cina. In fondo alla classifica, l’Afghanistan, in mano ai talebani da sei mesi, è ora il Paese considerato il meno democratico del mondo.

In Europa, la Spagna passa così nel 2021 dallo status di “democrazia completa” a quello di “democrazia imperfetta”, unendosi alla Francia che ha questo status dal 2020. In questa categoria compaiono anche Stati Uniti, Israele e Sud Africa. Svezia, Lussemburgo e Regno Unito (che però perde due posizioni e si avvicina a democrazie in crisi) sono nella prima categoria della classifica, così come Corea del Sud, Giappone, Mauritius e Costa Rica.

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