Csm. Magistrati in sciopero il 16 maggio. “Non scioperiamo per protestare, ma per essere ascoltati”

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AgenPress –  Si terrà il 16 maggio lo sciopero dei magistrati contro la riforma del Csm. Lo ha deciso la giunta dell’Anm.

La decisione è stata presa “in attuazione della mozione approvata dall’Assemblea nazionale straordinaria del 30 aprile scorso”. Si tratterà di un’ “astensione totale dei magistrati dalle loro funzioni, salvi i limiti derivanti dal codice di Autoregolamentazione”, come spiega una nota della segreteria generale dell’Anm .

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“Non scioperiamo per protestare, ma per essere ascoltati, non scioperiamo contro le riforme, ma per far comprendere, dal nostro punto di vista, di quali riforme della magistratura il Paese ha veramente bisogno. Per questa idea di Paese ci troviamo costretti a scioperare, per questa idea della Magistratura, che non è solo nostra, ma è quella contenuta nella nostra splendida Costituzione”, si legge nulla mozione approvata in assemblea generale.

“IL PAESE HA BISOGNO di magistrati che vengano valutati per la qualità del loro lavoro, e non soltanto per la quantità; di magistrati che si concentrino solo sulle decisioni che devono prendere, non sugli adempimenti burocratici e nemmeno sulle loro carriere; di magistrati liberi di giudicare serenamente, seguendo solo la loro coscienza, non di giudici impauriti delle ripercussioni personali delle loro decisioni.

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IL PAESE HA BISOGNO di pubblici ministeri che ragionino come giudici, aperti al dubbio sull’innocenza dell’indagato, che valutino le prove con lo stesso atteggiamento di terzietà del giudice. Non ha bisogno di avvocati dell’accusa. Non ha bisogno di pubblici ministeri che sentono una condanna come una vittoria e un’assoluzione come una sconfitta, ma di pubblici ministeri che cercano la verità con fatica e umiltà, insieme a tutti gli altri protagonisti del processo.

IL PAESE HA BISOGNO di un impiego più efficiente delle risorse della magistratura, che devono essere distribuite meglio sul territorio, per garantire la risposta giudiziaria là dove ve ne è veramente l’esigenza, e occorre destinare le risorse ad accertare e punire i fatti veramente gravi.

IL PAESE HA BISOGNO di dirigenti degli uffici giudiziari autorevoli, che con la loro esperienza e saggezza aiutino i magistrati più giovani a svolgere nel modo migliore la loro funzione, non di capi autoritari, interessati solo a ottenere più numeri. Il magistrato deve essere e sentirsi indipendente non soltanto da influenze esterne, ma anche nei rapporti all’interno degli uffici giudiziari.

IL PAESE HA BISOGNO di magistrati che dialoghino con gli avvocati in modo sereno e costruttivo, che si sentano tutti insieme protagonisti in modo paritario del servizio che rendono alla collettività, ciascuno nell’ambito del suo ruolo, non di categorie che si confrontino sulla base rapporti di forza contrapposti.

Riteniamo che, così come oggi è formulata, la riforma pone dei concreti problemi di compatibilità con il quadro normativo di riferimento sovranazionale e anche per tale ragione ci vediamo costretti ad adottare le necessarie iniziative di tutela.

Proponiamo quindi che l’ANM prosegua nello stato di agitazione e nei giorni che precedono la giornata di astensione”.

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