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Dimissioni Di Maio. Biondo (M5S). Un bluff, c’è un’emorragia di voti e di prospettiva

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Agenpress – “E’ un grande bluff.  Il Movimento ha un’emorragia di voti e di prospettiva. Di Maio, eletto capo politico sulla piattaforma Rousseau nel 2017, era sotto il fuoco di fila da tempo. Eppure ha aspettato molto prima di decidere che cosa fare della sua leadership. Ha deciso di lasciare proprio il giorno in cui si compie la trasformazione perfetta da movimento a partito, quando vengono eletti i facilitatori regionali, dopo che erano stati eletti i facilitatori nazionali”.

Così Nicola Biondo, ex responsabile della comunicazione del M5S alla Camera,  intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

“Gli eletti afferiscono quasi esclusivamente alle due leadership del Movimento, Davide Casaleggio e Luigi Di Maio. Queste dimissioni hanno una serie di vantaggi per Di Maio: non avere più a che fare con una serie gigantesca di problemi, dovuti alle mille bighe che da sempre colpiscono il M5S. Dall’altro lato ha strutturato questo partito con i suoi uomini, le sue donne e le sue tematiche. Ricordo che il reggente Vito Crimi ha da sempre un rapporto strettissimo con entrambi i co-fondatori Casaleggio e Di Maio. Quindi Di Maio si può allenare a dirigere il Movimento da una posizione più defilata. Lascia la leadership per poi riprenderla ma con in mano un partito che ha strutturato lui. Nemici? Nella narrazione fideistica del Movimento la colpa è sempre degli altri”.

“Di Maio ha detto una frase molto importante per il futuro anche del Paese: noi saremo l’ago della bilancia. Si manda in soffitta quella rivoluzione culturale che avrebbe dovuto compiere il Movimento nel sistema e ci si mette sul mercato. Lo dimostra il patto di ferro stretto da Di Maio con Zingaretti su legge elettorale ed elezione del Presidente della Repubblica. Di Battista? Lui va bene solo per fare opposizione. La credibilità che Di Battista ha nel gruppo parlamentare è molto bassa, soprattutto da quando è ritornato da uno dei suoi viaggi e ha detto all’assemblea dei parlamentari: io devo fare qualcosa, trovatemi un incarico. Il M5S non è né di sinistra né di destra, ha un padrone e si chiama Davide Casaleggio. Grillo non ha mai deciso alcun che di politico e strutturale. Grillo è un frontman, un leader politico sul palco. Il copione che Grillo declamava sul palco e in tv era scritto da Gianroberto Casaleggio e dai suoi ghost-writer. I due scalatori del M5S sono Davide Casaleggio e Luigi Di Maio. Agli stati generali l’aristocrazia del vertice del M5S rieleggerà Di Maio oppure eleggerà un organismo di cui farà parte Di Maio che, con la sua esperienza e la sua conoscenza del suo partito, comanderà rimanendo un po’ in disparte”.

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