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Disconnect Day 2021 – Le sfide che piacciono ai ragazzi sono offline

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AgenPress. Cinque giorni, disconnessi da tutti i device: la Disconnect Challenge, la sfida lanciata in occasione del Disconnect Day 2021, evento organizzato ogni anno a maggio dall’Associazione Nazionale Di.Te. con l’obiettivo di favorire un uso consapevole delle tecnologie, ha letteralmente entusiasmato i 238 ragazzi dei sette istituti di secondo grado che la hanno colta.

Da quanto risulta dall’indagine condotta successivamente ai giorni senza strumenti digitali e corredati da input dati ai ragazzi dagli esperti Di.Te., è emerso che l’emozione prevalente provata dai giovani è la gioia nell’83% dei casi, seguite da tristezza, disprezzo, rabbia in percentuali ridotte. Ciò che è mancato di più agli studenti che hanno partecipato alla “positivity challenge” è stato prevalentemente chattare con gli amici, anche se 48 hanno risposto “niente”.

L’84,8% ritiene che sia utile partecipare a una challenge senza l’utilizzo dei social, e se avesse l’opportunità di sperimentarla di nuovo, 130 studenti su 238 hanno dichiarato che la rifarebbero così come è stata proposta senza cambiare nulla. “Per noi adolescenti è molto importante il cellulare, ma con questa challenge ho notato che si sta bene anche senza”: la dichiarazione di uno dei ragazzi che hanno partecipato alla sfida riassume bene il sentire prevalente di tutti gli altri. Senza cellulare tra le mani, infatti, hanno vissuto in modo più pieno il piacere di momenti di condivisione insieme agli amici, ai fratelli e ai genitori.

«Le testimonianze raccolte, e i dati emersi dalla survey, ci invitano a riflettere: queste positivity challenge offline piaccionoperché permettono di organizzare momenti condivisi con gli adulti di riferimento. Momenti, in questo caso, suggeriti dagli esperti Di.Te., come cucinare insieme ai genitori, scrivere su carta e penna canzoni per poi cantarle da soli o con i fratelli o i genitori, per esempio. La Disconnect Challenge ci rivela che i ragazzi vanno a cercare in rete tutto ciò che non trovano in casa. Se adeguatamente stimolati, il loro uso dei device è contenuto», sostiene Giuseppe Lavenia, psicoterapeuta e presidente dell’Associazione Nazionale Di.Te. «L’invito ai genitori è quello di stimolare di più i figli con attività creative, come quelle proposte dalla Disconnect Challenge».

Come si è articolata la challange? Ogni giorno, i ragazzi sono stati chiamati dagli esperti e dai volontari Di.Te. a compiere nuovi passi verso una più piena consapevolezza digitale, obiettivo per cui è il Disconnect Day.

Il primo giorno offline hanno sperimentato l’esperienza #ResistoANonPostare, cucinando il loro piatto preferito senza condividerlo sui social. Il secondo giorno è stata la volta di #StopChatForOneHour, niente chiacchiere con amici, genitori, familiari attraverso uno strumento di messaging, ma solo domande face to face. Il terzo giorno si è passati a #CiakSiStampa, individuando tre foto significative scattate pre pandemia per metterle in un album dei ricordi, prendendole come spunto per narrare le proprie emozioni vissute durante quei momenti.

Il quarto giorno si è passati #DaSpotifyACartaEPenna, per riportare su un foglio il testo di una canzone significativa per i ragazzi e cantarla ad alta voce insieme a un familiare. Il quinto giorno è stata la volta di #LaTuaZonaFranca, per ritornare a immaginare, disegnare, raccontare i propri desideri a una persona cara. Nel fine settimana, due bonus: #NonSoloMusica e #NonSoloSocial, per riscrivere un testo di una canzone in prima persona, raccontando di sé, e per cucinare un dolce insieme ai propri genitori con l’obiettivo di stupirli.

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