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Dl sicurezza. Dare il cellulare a un detenuto è reato. Migranti. Ridotte le multe alle ong

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AgenPress– Via libera al decreto su sicurezza e immigrazione che riscrive i provvedimenti varati dall’ex ministro Salvini. Accolte le modifiche chieste a gran voce dal Pd, con la riduzione delle multe alle Ong e il ritorno della protezione umanitaria.

Si prevede che, nel caso in cui ricorrano i motivi di ordine e sicurezza pubblica o di violazione delle norme sul traffico di migranti via mare, il provvedimento di divieto sia adottato, su proposta del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro della difesa e con il Ministro delle infrastrutture, previa informazione al presidente del Consiglio. Per le operazioni di soccorso, la disciplina di divieto non si applicherà nell’ipotesi in cui vi sia stata la comunicazione al centro di coordinamento ed allo Stato di bandiera e siano rispettate le indicazioni della competente autorità per la ricerca ed il soccorso in mare. In caso di violazione del divieto, si richiama la disciplina vigente del Codice della navigazione, che prevede la reclusione fino a due anni e una multa da 10.000 a 50.000 euro. Sono pertanto eliminate le sanzioni amministrative introdotte in precedenza.

Sempre in materia di condizione giuridica dello straniero, il nuovo decreto su immigrazione e sicurezza affronta anche il tema della convertibilità dei permessi di soggiorno rilasciati per altre ragioni in permessi di lavoro. Alle categorie di permessi convertibili già previste,si aggiungono quelle di protezione speciale, calamità, residenza elettiva, acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide,attività sportiva, lavoro di tipo artistico, motivi religiosi e assistenza ai minori.

Il testo, su proposta del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, prevede inoltre il reato per chi introduce in carcere un cellulare a un detenuto. La pena va da uno a quattro anni sia per chi lo introduce sia per chi lo riceve. Nel regime precedente al decreto sicurezza il reato si configurava come illecito disciplinare sanzionato all’interno del carcere.

Per il 2021, si legge in una nota, il documento fissa un obiettivo di indebitamento netto (deficit) pari al 7% del Pil. Rispetto alla legislazione vigente, che prevede un rapporto deficit/Pil pari al 5,7 %, si presenta quindi lo spazio di bilancio per una Manovra espansiva pari a 1,3 punti percentuali di Prodotto interno lordo (oltre 22 miliardi di euro). Rispetto al 2020, nel quadro programmatico di finanza pubblica, il rapporto debito/Pil nel 2021 è previsto in calo di 2,4 punti percentuali, portandosi dal 158% al 155,6%. Grazie al sostegno alla crescita assicurato dalle misure espansive, nel 2021 è attesa una crescita programmatica del Pil pari al 6% (rispetto a una crescita tendenziale del 5,1%), che nel 2022 e nel 2023 si attesterà al 3,8% e al 2,5% rispettivamente.

Il nuovo decreto sriforma il sistema di accoglienza destinato ai richiedenti protezione internazionale e ai titolari di protezione, con la creazione del nuovo “Sistema di accoglienza e integrazione”. Le attività di prima assistenza continueranno a essere svolte nei centri governativi ordinari  e straordinari. Successivamente, il Sistema si articolerà in due livelli di prestazioni: il primo dedicato ai richiedenti protezione internazionale, il secondo a coloro che ne sono già titolari, con servizi aggiuntivi finalizzati all’integrazione.

Le decisioni di Salvini, ha sottolineato Bellanova, “avevano rigettato nell’ombra e nell’invisibilità migliaia di uomini e donne trasformati da una norma sbagliata e malvagia in clandestini e privati. Abbiamo mantenuto l’impegno preso subito dopo la nascita di questo governo e tenuto fede a principi per noi assolutamente fondanti. Reintrodurre la protezione umanitaria, ripristinare il sistema di accoglienza diffusa, rendere più semplici le procedure per accedere alla cittadinanza, riaffermare i principi su cui si fonda il Codice di navigazione”.

La decisione del Cdm è stata commentata anche dal vicesegretario del Pd, Andrea Orlando. “I decreti insicurezza di Salvini vanno in soffitta. Il Pd ripristina la civiltà e lo stato di diritto. Si cancella una vergogna e si riorganizza l’accoglienza per promuovere l’integrazione e garantire la sicurezza per tutti”.

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