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Egitto. Gli auguri di Patrick Zaki a tutta l’Italia e “alla mia cara Bologna, la mia terra adottiva”

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AgenPress – “La pace, la serenità, l’amore regni in questo santo giorno nei nostri cuori ed illumini la nostra vita e quella dei miei colleghi, dei miei amici e della mia cara Bologna, la mia terra adottiva. Auguri di buon Natale a tutta l’Italia!”.

E’ il messaggio di auguri di Patrick Zaki, twittato nella sera della Vigilia di Natale, le sue prime feste in libertà dopo essere rimasto quasi due anni in carcere in Egitto. Lo studente dell’università di Bologna è stato scarcerato l’8 dicembre, in attesa di un’udienza fissata il primo febbraio. La sua famiglia è di religione copta e festeggerà il Natale il 7 gennaio.

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Patrick Zaki è stato scarcerato l’8 dicembre da un commissariato di Mansura. Appena uscito, il ragazzo ha abbracciato la madre. “Tutto bene”, sono state le prime parole pronunciate in italiano appena tornato libero, anche se è ancora sotto processo, con la prossima udienza fissata per il primo febbraio.

Le tappe della vicenda di Zaki iniziano il 7 febbraio 2020, quando torna al Cairo per una breve vacanza in famiglia, con l’idea di tornare a Bologna e proseguire gli studi nel master europeo.

Il giovane viene fermato in aeroporto e, secondo le denunce di attivisti e legali, viene sottoposto a torture durante un interrogatorio su questioni legate al suo lavoro e al suo attivismo per i diritti Lgbt. La formalizzazione dell’arresto in Egitto arriva il giorno dopo, l’8 febbraio, quando il ricercatore compare a Mansoura, sua città natale, in stato di arresto per un mandato di cattura emesso nel 2019.

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Per lui vengono stabiliti 15 giorni di custodia cautelare, mentre con una petizione su Change.org inizia la mobilitazione internazionale per chiederne la liberazione. Tra le accuse formalizzate allo studente dall’Egitto ci sono: istigazione alla violenza, alle proteste, al terrorismo e gestione di un account social che punta a minare la sicurezza pubblica. Il 9 febbraio 2020, in piazza maggiore a Bologna, viene organizzato il flashmob “Libertà per Patrick” e la Farnesina inizia a monitorare il caso.

Il 12 febbraio, oltre all’Italia si muove anche l’Europa. Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli chiede l’immediato rilascio dell’attivista. Di rinvio in rinvio si arriva al settembre 2021. Amnesty international considera la vicenda un conclamato caso di “accanimento giudiziario” nei confronti dello studente egiziano accusato di propaganda sovversiva. Il 23 agosto gli vengono inflitti altri 45 giorni di custodia cautelare in carcere.

Il 14 settembre 2021 si tiene la prima udienza presso il tribunale di Mansura, che si conclude con un nulla di fatto: Zaki resta in carcere e il processo va aggiornato. Il 7 dicembre 2021 la terza udienza, nel corso della quale viene disposta la scarcerazione del ragazzo che, però non viene assolto, e viene fissata una nuova udienza per l’1 febbraio. 

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