Etruria. Tutti assolti perché il fatto non sussiste, anche il padre di Elena Boschi

- Advertisement -

AgenPress –  Tutti assolti, perché il fatto non sussiste, i 14 imputati del processo sul filone consulenze d’oro alla ex Banca Etruria. La sentenza è stata pronunciata dal giudice di Arezzo Ada Grignani. Al tribunale il pm Angela Masiello aveva chiesto il massimo della pena (1 anno) per Pierluigi Boschi, padre dell’ex ministro Maria Elena ed ex vicepresidente di Etruria, e per altri tre dirigenti cioè Luciano Nataloni, Claudia Bugno e Luigi Nannipieri. Per gli altri imputati erano state chieste condanne da 8 a 10 mesi. Ma il verdetto è di assoluzione con formula piena.

Gli imputati erano accusati di bancarotta colposa per una serie di consulenze commissionate dalla ex Banca Etruria per studiare l’ipotesi di fusione con un altro istituto di credito, che fu individuato nella Banca Popolare di Vicenza, ma poi l’operazione non andò in porto. Secondo l’accusa anche le consulenze aggravarono i conti di Banca Etruria e ne scaturì un filone complementare a quello ‘generale’ per bancarotta fraudolenta dedicato al crac dell’istituto di credito aretino.

- Advertisement -

“E’ stato riconosciuto quello in cui abbiamo sempre creduto. Spero che questo sia l’ultimo procedimento a carico di Pierluigi Boschi. Il fatto di portare quel nome ha pesato sul mio assistito ma per fortuna c’è un lieto fine”,  ha detto Gildo Ursini, difensore di Pierluigi Boschi.

Secondo l’avvocato Alessandro Traversi, difensore di cinque componenti dell’ex cda di BancaEtruria, “la sentenza dimostra come gli imputati, nell’ambito del loro lavoro, abbiano fatto solo quanto richiesto. Il giudice ha riconosciuto che il dissesto non è stato determinato dalle consulenze d’oro ma da altre scelte gestionali risalenti nel tempo, che è stato dimostrato nel processo che i consulenti hanno applicato tariffe inferiori a quelle di mercato, che i nostri assistiti hanno cercato di salvare la situazione seguendo le indicazioni date da Banca d’Italia, che suggeriva di trovare un altro istituto ‘di adeguato standing’ con cui attivare una fusione”.

- Advertisement -

Altre News

Articoli Correlati