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Eutanasia. L’Associazione Luca Coscioni presenta in Cassazione quesito per il referendum

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AgenPress – “Chiediamo l’abrogazione dell’articolo 579 del codice penale.  Sono passati 15 anni e non si è fatto nulla nonostante una proposta di legge di iniziativa popolare che giace in Parlamento dal 2013. I malati chiedono di veder affermata la priorità libertà, non c’è più tempo. Oggi interveniamo con questo deposito per la legalizzazione dell’eutanasia”.

Lo ha detto Filomena Gallo, leader dell’Associazione Luca Coscioni, fuori dalla Cassazione, dove è stato depositato il quesito referendario per depenalizzare l’eutanasia in Italia sulla base di quanto già stabilito in due occasioni dalla Corte costituzionale. Presente anche Marco Cappato  che ha ribadito l’importanza del referendum. Cappato ha sottolineato che in ogni caso “in futuro sarà necessaria una vera e propria legge sul modello olandese”.

In particolare, il quesito chiede la parziale abrogazione dell’articolo 579 del codice penale (“omicidio del consenziente”) e prevede che siano invece mantenute le aggravanti nel caso in cui siano coinvolte persone fragili.

A sostegno dell’iniziativa, tra gli altri, ci sono Mina Welby, i genitori e la sorella di Luca Coscioni, e Valeria Imbrogno, compagna del Dj Fabo, oltre ai radicali e una rappresentanza trasversale di esponenti politici.

“Ci sarà una raccolta firme nei mesi di luglio, agosto e settembre perché in base alle norme del nostro Paese possiamo depositare le firme entro il 30 settembre di quest’anno. Se non sarà rispettato questo termine, tra elezioni del Presidente della Repubblica e nuova tornata elettorale, dovremo rimandare tutto al 2023”.

 

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