Ex Ilva; Palombella (Uilm): “Per Governo non esiste, unica via è lo sciopero”

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AgenPress. “Oggi lo sciopero a Taranto di 24 ore è contro ArcelorMittal e contro il Governo. Dopo oltre un mese dal mancato accordo sulla cassa integrazione straordinaria al Ministero del Lavoro, nessuno si è mosso a parte qualche dichiarazione a latere e l’unica strada che avevamo è scioperare. Non potevamo continuare a subire. Mi auguro che il Governo intervenga , altrimenti intensificheremo le nostre iniziative. Taranto sta messa malissimo, a Genova la situazione è esplosiva malgrado lì facciano una produzione di mercato come la banda stagnata.

Due grandi stabilimenti senza nessun tipo di relazioni industriale. Inoltre si è instaurato un clima di terrore nelle fabbriche con lavoratori sospesi o licenziati. Questa situazione rischia di pesare come un macigno. Abbiamo inviato più volte lettere ai ministri ma non abbiamo mai ricevuto una risposta. Non avevamo altri strumenti se non lo sciopero”.

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Così Rocco Palombella, Segretario generale Uilm, in un’intervista al Quotidiano di Puglia, in occasione dello sciopero di oggi di 24 ore all’ex Ilva di Taranto indetto da Fim Fiom Uilm Usb.

“Il Governo è diviso su Ilva – insiste il leader Uilm – da una parte si vorrebbe salvare lo stabilimento e dall’altra si ritiene una questione irrecuperabile. Dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Draghi ci aspettavamo atti concreti che non vediamo”.

“Dopo il gravissimo fatto del mancato accordo al Ministero del Lavoro, perché il Governo non ha convocato l’azienda – domanda Palombella – e perché non verifica i livelli produttivi che sono ai minimi, lontani dall’obiettivo dei 5,7 milioni previsti per quest’anno, in un contesto di mercato dell’acciaio che fa segnare record. Nell’agenda di Governo Ilva non esiste più”.

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“L’ultimo incontro con il ministro Giorgetti risale a tempo fa – continua – poi non abbiamo ricevuto nulla, nessun tipo di riscontro. Si va verso le elezioni politiche del 2023 senza posizioni concrete su nessuna vertenza, senza assumersi responsabilità e nessun tavolo effettivo su vertenze importanti”.

“Il nuovo piano industriale, la decarbonizzazione e la produzione con il pre ridotto rimangono un libro dei sogni, progetti annunciati ma mai formalizzati, mai discussi e mai definiti dettagliatamente con date, riferimenti o fonti di finanziamento” prosegue.

“Nel frattempo – sottolinea Palombella – Mittal a livello globale ha fatto utili per oltre 4 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2022, segnando il record dell’80% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Allo stesso tempo ha completamente marginalizzato Taranto, tenendo il sito a scartamento ridotto e 3 mila persone in cassa integrazione. Inoltre la scelta dell’attuale amministratore delegato vuol dire solo una cosa: annientare lo stabilimento di Taranto. Come se non bastasse hanno chiesto lo sconto sia sul prezzo di acquisto che sull’affitto. Vogliono un regalo, è assurdo”.

“La situazione dei 1.700 lavoratori di Ilva As – conclude – deve essere presa in carico seriamente dal Governo e dai Ministri competenti. Non è possibile pensare che queste persone possano fare solo le bonifiche o stare in cassa integrazione a vita”.

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