Focolai Covid in allevamenti visoni. Evi (Europa verde): ho presentato interrogazione

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E IN ITALIA? LA LEGGE C’E’, MA NON SI APPLICA


AgenPress. “Sin dall’inizio della pandemia ho sollecitato la Commissione ad azioni decisive per fermare l’allevamento di visoni, al fine di impedire la creazione di pericolosi serbatoi di virus” – dichiara in una nota stampa l’eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde e vice presidente dell’Intergruppo parlamentare sul benessere animale.

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“Di recente – aggiunge – la Commissione europea ha esteso il periodo di monitoraggio e segnalazione dei focolai di COVID 19 negli allevamenti di visoni nell’UE, sostenendo che la situazione epidemiologica sia ancora in evoluzione e che pertanto sia necessaria un’ulteriore valutazione dei rischi. Come confermano diversi rapporti scientifici, i visoni sono una specie altamente sensibile alla malattia. Le terribili condizioni di allevamento, inoltre, con gli esemplari ammassati in spazi ridotti, favoriscono il propagarsi del virus, cosicché negli allevamenti di molti Stati membri sono scoppiati focolai che hanno reso necessario l’abbattimento degli animali e la chiusura delle attività”.

“Si tratta di una situazione che rende doveroso accendere i riflettori sul fenomeno degli allevamenti di animali da pelliccia, una pratica disumana e pericolosa, che priva gli animali del loro habitat naturale, condannandoli a una morte terribile ed esponendo l’uomo al rischio di pericolose epidemie. È fondamentale che la situazione venga monitorata attraverso il reperimento di dati certi; a tale scopo ho presentato un’interrogazione alla Commissione europea affinché faccia luce sul numero di allevamenti di animali da pelliccia attivi nell’UE negli ultimi 5 anni, sul numero di focolai rilevato e su quello degli animali abbattuti dall’inizio della pandemia.

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Visto l’enorme impatto del COVID sulla salute pubblica e sull’economia mondiale, la Commissione ha il dovere di arginare in partenza tutte le situazioni di rischio, in un’ottica preventiva. Un motivo in più per dire basta agli allevamenti di animali da pelliccia: una pratica crudele, anacronistica e pericolosa, che continua ad esistere anche quando ci sono leggi che la vietano, come in Italia. Nel nostro Paese, infatti, l’entusiasmo per l’approvazione del divieto agli allevamenti di pellicce si è subito spento di fronte all’inazione del Governo. Più di 5 mila visoni sono ancora in gabbia e nulla in concreto è stato fatto per dar seguito al decreto interministeriale che avrebbe dovuto regolamentare la cessione degli animali presso strutture autorizzate. Di questo chiediamo conto al nostro Governo, perché le leggi non restino solo nei proclami per strappare facili consensi” – conclude Evi.

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