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Forum a Crispiano su ambiente, emergenza energetica e alimentare

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Francesco Tagliente: di fronte alle necessità di autosufficienza per bisogni primari e alimentari, sono auspicabili una rivisitazione dei vincoli paesaggistici e ambientali e allentamenti dei vincoli alla coltivazione di cereali che, anzi, dovrebbe essere incentivata


AgenPress. La sopravvenuta crisi energetica e alimentare, causata dai drammatici scenari di guerra in corso ai confini dell’Europa e l’esigenza di un approccio pragmatico e meno burocratico dell’ambiente. Questi i temi affrontati nel corso del Forum organizzato dalla Presidenza dell’ANCRI e dal Comune di Crispiano (TA) per celebrare la “Giornata Mondiale dell’Ambiente”.

Per confrontarsi e approfondire la tematica dell’emergenza energetica e alimentare sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee, del mondo dell’economia, della cultura e delle scienze comportamentali.

L’Ing Paolo Ghezzi, delegato ANCRI alla protezione civile e all’Ambiente, nella sua relazione introduttiva ha chiarito che “La sensazione di fragilità che caratterizza questi ultimi mesi, sembra aver velocemente modificato le priorità e le strategie europee, ed italiane, sul tema energetico ed alimentare nonché i rapporti che ne caratterizzano lo sviluppo con la tutela ambientale. Diventano prioritari, obiettivi che, almeno negli intenti, erano già al centro del dibattito politico mondiale e degli obiettivi dell’agenda di sostenibilità 2030. Ad imprimere un vero cambio di passo sono stati i primi mesi di conflitto tra Russia e Ucraina. Non sono bastati gli oltre 50 milioni di persone che sul pianeta si sono mossi nel 2021 per emergenze climatiche o conflitti; non sono stati sufficienti i 155 milioni di persone che nel 2020 hanno vissuto in stato di insicurezza alimentare acuta; non sono stati sufficienti i 2.2 miliardi di persone che non hanno accesso all’acqua. Diventa così impellente rispettare le strategie di produzione di energia primaria da Fonti rinnovabili semplificando le procedure burocratiche che costituiscono un ostacolo allo sviluppo del nostro paese rendendolo poco attrattivo agli investimenti esteri. Diventa attuale il dibattito tra equilibrio di salvaguardia ambientale e di lotta al cambiamento climatico con la necessità di maggiore autosufficienza alimentare e riduzione della dipendenza da mercati esteri e da un sistema globale. Appare ineludibile un impegno finanziario europeo per garantire una rapida riduzione della dipendenza da mercati esteri e da un sistema globale. Aver promosso questo momento di confronto è senz’altro un merito importante di ANCRI che continua nella sua opera di divulgazione e sensibilizzazione per un approccio obiettivo a tematiche che tanto influiscono sulla qualità della vita delle persone.

Il responsabile e portavoce del parlamento europeo in Italia, Carlo Corazza ha detto che “L’Unione Europea, come ha chiesto il Parlamento Europeo, deve puntare attraverso la Strategia Repower con più fondi, con almeno 250 miliardi di euro, su più rinnovabili eliminando ostacoli burocratici, più risparmio energetico e più infrastrutture che ci consentano di diversificare il gas.  Il Parlamento Europeo continuerà a spingere in questa direzione ma è evidente che dobbiamo adattare il Greenville alla nuova situazione e alla nostra sicurezza energetica. Sulla sicurezza alimentare vediamo le conseguenze del blocco navale russo, e anche qui dobbiamo adattare le nostre politiche di investimenti, la strategia dal produttore al consumatore, al nuovo scenario. Bisogna utilizzare il più possibile il suolo europeo, non limitare la produzione e alcuni obiettivi ambientali vanno adattati alla luce della crisi alimentare che non è una crisi alimentare europea ma una crisi alimentare mondiale che rischia di provocare nei paesi più fragili, penso all’Africa, anche dei flussi migratori incontrollati Quindi in sintesi più investimenti sia sull’sull’energia che sull’agricoltura e riadattare i fondi NextGenerationEU, i fondi del bilancio europeo, molto pragmatismo avendo in primo piano queste nuove priorità”

Il consigliere delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, affrontando il tema della emergenza alimentare e dell’allarmante aumento della disuguaglianza alimentare che sta scaturendo dalla guerra in Ucraina ha detto che “il settore agro-alimentare è un settore la cui valenza geopolitica viene riaffermata soprattutto durante le situazioni di crisi. La guerra e le conseguenti tensioni sul mercato globale soprattutto dei cereali hanno accentuato una situazione già difficile in cui la sicurezza alimentare globale era messa in forse da un calo produttivo legato a crisi climatiche e dal blocco della logistica globale legata al covid’. I principali blocchi geografici mondiali hanno compreso da tempo la valenza politica del controllo del cibo. Primo tra tutti l’esempio cinese avendo questo paese stoccato ancor prima dello scoppio del conflitto il 60% della produzione globale di cereali ed investito 7 miliardi di dollari in Algeria per la produzione di 5 milioni di tonnellate all’anno di fertilizzanti con cui controllare il futuro dell’alimentazione in Africa. All’opposto l’Europa è stata poco lungimirante pensando di poter smantellare la propria produzione agroalimentare così come quella energetica e diventando dipendente di elementi strategici come energia e cibo da paesi molto lontani e che stanno prontamente utilizzando tali strumenti come armi di condizionamento. La sovranità alimentare torna centrale non come nostalgia autarchica ma come risposta ad una crisi della globalizzazione che certamente riprenderà come modello di sviluppo ma con regole nuove ed in cui un livello minimo di autoapprovvigionamento per beni essenziali come energia e cibo dovrà essere garantito. Tutto ciò è particolarmente vero per un Paese come l’Italia la cui valenza dell’agro alimentare è centrale e strategica come dimostrano i 575 miliardi generati dal settore inteso integralmente dalla produzione agricola alla ristorazione.

“La nuova attenzione alla sicurezza energetica, soprattutto nell’Unione Europea” – ha dichiarato il Presidente dell’Ispra e del Snpa, Prefetto Stefano Laporta – “sta innescando uno slancio politico senza precedenti verso l’accelerazione dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili. La crescita delle rinnovabili anche oltre il 2023 dipenderà dall’introduzione e dall’attuazione di nuove e più incisive politiche a livello europeo nei prossimi sei mesi. L’altra grande sfida che attende noi e l’intero Pianeta è quella della sicurezza alimentare; una prima strategia per incrementarla è dare priorità alla produzione di alimenti invece che ad altro tipo di produzioni, una seconda è quella di minimizzare o ridurre il consumo di suolo, risorsa fondamentale per le sue funzioni e i relativi servizi ecosistemici che offre, tra cui quello della fornitura di alimenti”

Il Generale del disciolto Corpo forestale dello Stato (r) Giacomo Saragosa ha parlato delle molteplici funzioni dei boschi che oltre ad essere un serbatoio di accumulo di anidride carbonica, sono uno strumento per rallentare l’aumento della concentrazione di CO2 in atmosfera e si configurano come strumenti di mitigazione delle emissioni e un modificatore di clima locale. “I boschi -ha sintetizzato il generale Saragosa “vanno gestiti con un’ottica molto attenta che non può essere la cristallizzazione delle situazioni, ma una integrazione continua e variabile con le nostre esigenze”

Il Generale dei Carabinieri Forestali Giuseppe Vadalà, Commissario Unico per la bonifica delle discariche abusive affrontando i temi legati alla tutela dell’ambiente e del territorio ha detto che  “Nel febbraio del 2022 è stata completata l’architettura di  tutela dell’ambiente del nostro Paese con l’introduzione dei principi e dei valori nella Costituzione italiana. Nel dettato Costituzionale erano presenti ad oggi i principi dell’art. 9 e 32 e 41 e 44, nel 2001 era stato introdotto un principio di parziale e indiretta tutela, che sino ad oggi hanno consentito al nostro Paese di attuare grazie anche alla UE politiche ambientali virtuose e ambiziose. Da oggi con i valori introdotti in modo diretto a tutela delle generazioni future, il nostro Paese si pone all’avanguardia in Europa e nel mondo per la realizzazione di valori, opere e principi sostenibili non solo da punto di vista ambientale ma anche economico e sociale”.

La protezione dell’ambiente – ha detto il prof Guido Melis storico dell’Amministrazione– affonda le sue radici nella intuizione dell’età giolittiana con leggi scritte con chiarezza, da un legislatore consapevole, che hanno retto nel tempo e hanno poi prodotto sviluppi apprezzabili sino ad anni relativamente recenti. Queste norme virtuose si sono poi completate con una dettagliata normazione minore che mira essenzialmente a proteggere l’amministrazione dal rischio dell’esercizio della sua specifica responsabilità. La cattiva normazione ha una deresponsabilizzazione degli attori amministrativi. Di qui il ginepraio che incombe sui cittadini. Devi abbattere un albero in zona panoramica protetta perché parte di un parco naturale?  Dovrai impostare tre distinte e complesse pratiche, per esempio presso la competente soprintendenza ambientale, l’Ente parco, il Comune.  Ti misurerai con il labirinto della modulistica, che ti impone, contra legem, di ripetere dati e informazioni già noti alla amministrazione. Infine avrai a che fare con tre legislazioni di settore e con tempistiche diverse e con spese, valutabili in tempo e denaro, non indifferenti. Che fare? Formare funzionari non meri applicatori di norme ma capaci di rapportare la norma al caso. Dotati di fantasia e capacità di innovazione a contatto umano con gli utenti. E tutelarli dall’immancabile ricorso che segue oggi qualunque loro decisione.  E retribuirli secondo meriti e risultati. Farne degli esseri pensanti, raziocinanti, consapevoli e responsabili. Ecco, per dirla in una battuta: costruire una burocrazia della responsabilità”

Il presidente nazionale dell’ANCRI Tommaso Bove, dopo ave evidenziato il  particolare attenzione dell’ANCRI a promuovere un dibattito sui temi dell’ambiente – inserito peraltro tra le finalità statutarie dell’Associazione – ha  ricordato la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2019 celebrata al Dipartimento della Protezione Civile, quella del 2020  sul tema dei cambiamenti climatici, e quella del 2021 sul ruolo strategico che assumono il verde pubblico e quello privato nelle strategie europee contro il cambiamento climatico. Tutti temi strategici e da pianificare per ottenere un risultato a medio termine.

Il coordinatore del comitato scientifico della “Rete dei Comuni Sostenibili Marco Filippeschi parlando dell’impegno per la creazione di Comunità̀ Energetiche Rinnovabili per autoconsumo collettivo ha detto che “si deve e si può fare un vero salto di qualità impegnando i consumatori d’energia  enti  pubblici locali, aziende, attività commerciali o cittadini privati, ad associarsi e a scegliere di dotarsi di infrastrutture per la produzione di energia   da fonti rinnovabili e l’autoconsumo attraverso un modello basato sulla condivisione. Così si promuove lo sviluppo sostenibile e si può ridurre la dipendenza energetica dal sistema elettrico nazionale. Le comunità energetiche vanno oltre la soddisfazione del fabbisogno energetico. Incentivano la nascita di nuovi modelli socioeconomici caratterizzati dalla circolarità. Ciò secondo i principi di responsabilità ambientale, sociale ed economica e con la partecipazione attiva in tutti i processi energetici. È anche un cambio di cultura collettiva che siamo impegnati a stimolare e a sostenere con esempi concreti”

Lo Psichiatra neuroscienziato Pietro Pietrini affrontando il tema delle sofferenze derivanti da un eccesso di burocrazia e del ruolo dell’ambiente per il benessere psico-fisico dell’individuo ha ribadito come biologia e ambiente siano due aspetti inscindibili, in intima interconnessione tra di loro. Per lungo tempo la storia della scienza ha visto contrapporsi, con alterna fortuna, il ruolo della biologia – fino all’estremizzazione del determinismo più radicale – a quello dell’ambiente, con l’attribuzione dell’intera responsabilità alla società. Le conoscenze apportate dagli studi delle neuroscienze cognitive e della genetica comportamentale negli ultimi venti anni dimostrano come fattori biologici ed aspetti ambientali siano in cosante rapporto, in un dialogo bidirezionale dove gli uni influenzano gli altri. Questo ci obbliga a considerare le grandi questioni in modo unitario e complesso.”

Il Sindaco di Crispiano Luca  Lopomo ha detto che “Il protagonismo dei Comuni in questa fase storica è essenziale per la trasformazione del paese e per affrontare le gravi crisi che stiamo vivendo. Ma per non fallire questo appuntamento con la storia serve un approccio sistemico e pragmatico. È fondamentale una precisa pianificazione che parta dall’analisi del proprio territorio sulla base di parametri oggettivi e numerici. Per questa ragione Crispiano è stato il primo comune ad aderire in Puglia alla Rete dei Comuni Sostenibili, un’organizzazione che nasce per dare ai comuni il supporto necessario per rendersi misurabili rispetto agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030 e del BES. Abbiamo compreso durante la pandemia quanto il lavoro di squadra e di rete sia indispensabile per superare i momenti di crisi, ed è con questo approccio che insieme alle associazioni le imprese le parrocchie i cittadini tutti dobbiamo affrontare il futuro che abbiamo davanti. Comunità energetiche, reddito energetico, riciclo delle materie efficientamento degli edifici pubblici e privati, mobilità sostenibile, sono le sfide che abbiamo già iniziato ad affrontare. Il PNNR è una grande opportunità ma da sola non basta, seve un cambio di marcia soprattutto riguardo a semplificazioni e monitoraggio degli investimenti. Non posso non rammaricarmi per lo stallo in cui versano tante richieste di investimenti in agrovoltaico sul nostro territorio ad opera della sovrintendenza o della grande opportunità che rappresenta la riqualificazione energetica della cava Amastuola 132 ettari che possono essere destinati alla produzione di energia rinnovabile con fotovoltaico e idrogeno verde, rinnovo pertanto ai commissari di Ilva in amministrazione straordinaria l’appello affinché si dia seguito allanalisi dei progetti per rendere quella cava un polo di produzione di energia rinnovabile, se non ora quando!!”

Il  Prefetto Francesco Tagliente moderatore dei lavori ha chiuso i lavori dicendo “che La guerra in Ucraina e le conseguenti tensioni sul mercato globale soprattutto dell’energia e dei cereali ha fatto saltare tutte le previsioni e gli equilibri internazionali, modificando velocemente scenari consolidati. La sopravvenuta crisi energetica e alimentare, richiede più investimenti con un approccio pragmatico e meno burocratico sull’ambiente, tenendo presente che va garantito, con ogni mezzo, un livello minimo di autoapprovvigionamento per beni essenziali come energia e cibo. Di fronte alle necessità di autosufficienza per bisogni primari e alimentari, sono auspicabili quindi una rivisitazione dei vincoli paesaggistici e ambientali e allentamenti dei vincoli alla coltivazione di cereali che, anzi, dovrebbe essere incentivata. Diventa perciò una possibilità concreta il rinvio dei progetti di trasformazione in aree boschive improduttive di alcuni terreni oggi vocati alla produzione agricola.  Vanno ripensati i vincoli per lo sviluppo del fotovoltaico e delle fonti rinnovabili e si rimette al centro dell’azione politica la necessità di favorire la ricerca di gas naturale e altre fonti energetiche.”

All’evento hanno partecipato  anche i presidenti delle sezioni territoriali di altre province: Antonio Montalbano di Matera consigliere di Presidenza, Aurelio Vietri di  Foggia, Giovanni Carella di Bari, Cosimo  Sciannamea di Bat, Dario Giannuzzi di Nardò, Giacomo Fasano di Lecce, Mario Scivales di Brindisi e Angelo Centanni di Taranto.