Funivia. Operatore, operai estranei, non hanno nessuna colpa. Altri sono responsabili

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AgenPress –  “Noi operai siamo convinti che non c’entriamo nulla, dicono che ci dovevamo rifiutare di mettere i ceppi, ma noi prendiamo ordini dal caposervizio e nessuno si aspettava un pericolo del genere”.

Lo ha spiegato Emanuele Rossi, un operatore della funivia del Mottarrone, che era in servizio quel 23 maggio e le cui dichiarazioni a verbale sono già agli atti dell’inchiesta e contenute nell’ordinanza del gip.

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“Spero di non finire indagato – ha concluso – ho la coscienza a posto, però sfido chiunque a essere tranquillo adesso. Io e miei colleghi siamo stati i primi a salire lassù, a un mio collega è morto tra le braccia un ragazzo”.

“I ceppi, come ho spiegato agli inquirenti, erano su da 3 settimane”, ha aggiunto affermando inoltre di non poter sapere con certezza se il gestore Nerini e l’ingegnere Perocchio fossero a conoscenza dell’uso dei forchettoni da parte di Tadini per “bypassare il problema” ai freni di emergenza.

“Non posso sapere – ha detto – io facevo il mio, io e i miei colleghi non possiamo addossarci la colpa, erano loro i responsabili non noi. Dicono che dovevamo rifiutarci di mettere i ceppi ma non sapevamo ci fosse un pericolo del genere”.

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Il problema è stato “bypassato, tutti sapevano – ha aggiunto l’operatore della funivia – non si può scaricare la colpa sugli operai. Io ero tranquillo non pensavo a una pericolosità del genere. Il responsabile  era il caposervizio, se lui o l’ingegnere mi dice di fare qualcosa io la faccio”.

 

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