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Furbetti del cartellino, assolto il vigile che timbrava in mutande, 16 rinvii a giudizio

Agenpress –  “È un sollievo ma non una sorpresa: ne vengo da quattro anni e mezzo di tortura mediatica per colpe che non ho mai avuto, e l’ho sempre sostenuto. Sono stato costretto a cambiare vita, reinventarmi un lavoro, sopportare e far sopportare ingiustamente alla mia famiglia il peso di derisioni, mancanze di rispetto, difficoltà. Questi anni nessuno me li restituirà mai, ma ora voglio solo voltare pagina. Timbrare in mutande mi ha trasformato mio malgrado in un simbolo, ho peccato di malcostume, forse di scorrettezza amministrativa, ma non di certo di truffa allo Stato. E finalmente è stata riconosciuta la verità”.

Così Alberto Muraglia, il ‘vigile in mutande’ che timbrava il cartellino e tornava a casa all’interno del Comune di Sanremo, finito sotto inchiesta nell’indagine della Gdf sui furbetti del cartellino, assolto con rito abbreviato durante l’udienza preliminare. Lo stesso procedimento si è chiuso con 10 assoluzioni, 16 rinvii a giudizio e altrettanti patteggiamenti. Tra le accuse quella di truffa ai danni dello Stato.

La vicenda dei furbetti del cartellino aveva suscitato anche un forte dibattito politico. L’allora premier Renzi era stato molto chiaro:” Norme più semplici e soprattutto più efficaci per punire chi timbra e abbandona il posto di lavoro: “Se io ti becco a timbrare il cartellino e te ne vai, entro 48 te ne vai a casa, sospendendoti, e poi 30 giorni per chiudere il procedimento. Ci sono tutte le procedure e le garanzie, ma quando a Sanremo vedi quello che timbra in mutande non è un optional il licenziamento. Questa è gente da licenziare entro 48 ore. È una foto terribile, è una questione di dignità e rispetto verso chi si alza la mattina e mette la sveglia presto per andare a lavorare”.

Per il sostituto procuratore Grazia Pradella “l’impianto accusatorio vede una sostanziale conferma in sedici patteggiamenti e altrettanti rinvii a giudizio. Per quanto riguarda gli abbreviati leggeremo con attenzione le motivazioni e decideremo il da farsi anche perché su queste posizioni vi erano prove che la procura ha considerato importanti e di spessore. Valuteremo con estrema serietà, così come con estrema serietà sono state considerate le prove fotografiche e documentali”. La data di inizio del processo, per chi ha scelto il rito ordinario, è stata fissata al prossimo 8 giugno.

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